Il simpatico aneddoto raccontato da Flavio a “Che tempo che fa” spiega bene il rapporto con il padre-allenatore Stefano, tra litigi in campo e una passione per la Roma condivisa

Foto di Ray Giubilo

Ricoprire il doppio ruolo di padre e allenatore non è mai semplice, e tanti sono gli esempi nel circuito ATP e WTA di rapporti non sempre semplici – su tutti Stefanos Tsitsipas e il padre Apostolos – ma Flavio e Stefano Cobolli sembrano aver trovato la formula giusta. Ospite insieme a Filippo Volandri a ‘Che tempo che fa’, il tennista romano ha parlato proprio di come si sviluppa il rapporto con il padre Stefano, tra litigi dentro il campo e un equilibrio trovato poco alla volta. “Com’è avere mio padre come coach? Non posso dirlo, sono in tv. Litighiamo spesso, purtroppo ha sempre ragione. È un rapporto difficile, ma ci stiamo lavorando” ha sottolineato con una risata. Dal padre deriva però anche una delle grande passioni di Flavio, ovvero l’AS Roma, e proprio su questo punto ha raccontato un simpatico aneddoto. “Quando sono nato papà è venuto in ospedale con la maglia di Francesco Totti”.

Cobolli ha poi parlato del bel rapporto con Matteo Berrettini, entrambi protagonisti nella Coppa Davis vinta a Bologna il mese scorso. “Con Matteo siamo cresciuti insieme, mio papà era il suo allenatore Per me è come un fratello maggiore, ho sempre potuto contare su di lui” ha detto“. Non sono mancati – come è nello spirito del programma – momenti di ilarità e un simpatico teatrino con Christian De Sica, di cui lo stesso Cobolli è fan.