Un finale che nessuno si poteva aspettare, che rovina una partita spettacolare

Un match incredibile, terminato nel peggiore dei modi! Novak Djokovic si qualifica per la finale dell’ATP 500 di Pechino, approfittando della squalifica di Daniil Medvedev arrivata a un passo dal termine dell’incontro. Surreale quello che è successo dopo il secondo punto del nono gioco del terzo set: il russo aveva perso il punto, si stava dirigendo verso l’asciugamano e colpisce con la racchetta una palla che stava vagando a fondo campo. La palla colpisce direttamente il volto di uno spettatore che rimane a faccia in giù per diversi minuti. Djokovic resta imbattuto a Pechino e raggiunge quota 33 vittorie consecutive, Alex De Minaur proverà nella finale di domani a spezzare quella che sembra essere una vera e propria maledizione per chiunque incontri il serbo in terra giapponese.
La principale incognita era senza dubbio come Djokovic si sarebbe presentato in campo, e in questo senso sono arrivate praticamente subito risposte positive per il serbo. Le tre palle break che ha dovuto difendere in apertura hanno messo subito in partita Nole, che è andato così in crescendo. Un parziale che è stata una vera e propria prova per entrambi i giocatori, con Nole che ha piazzato il break decisivo per chiudere 7-5 soltanto dopo un’ora e venti di autentica battaglia. Le fasi centrali hanno regalato due game fiume, al termine dei quali è arrivato in entrambi i casi un break (Medvedev è scappato sul 3-1, senza però riuscire a consolidare il vantaggio). Negli ultimi tre turni di battuta il russo si è sempre trovato sotto 0-30, e nel momento più delicato ha concesso tre set point consecutivi sullo 0-40: Medvedev si è salvato nella prima occasione, ma sul secondo set point arriva l’errore di rovescio del russo che ora è costretto a rincorrere.
Nel secondo parziale Djokovic si cala nel ruolo dell’estremo difensore. Sono infatti in totale otto le palle break che il serbo è chiamato ad annullare tra il terzo e il quinto gioco, con Medvedev che può rammaricarsi per aver sprecato uno schiaffo al volo a campo completamente spalancato che era solo da spingere di là dalla rete. La resistenza del serbo, che non si tira mai indietro negli scambi e non forza mai la giocata, è premiata in occasione del sesto gioco: stavolta è il russo a concedere palle break, e sulla seconda arriva l’errore di dritto, 4-2. Gli straordinari presentano il conto a Djokovic, che nel gioco successivo commette due doppi falli e sul 30-40 subisce il lungo linea di rovescio da parte di Medvedev che si riprende immediatamente il break e torna ‘on serve’. La qualità e la pesantezza degli scambi sono la nota di merito a questa partita, soprattutto per un Nole che sembra tornato a un paio di anni fa. Non c’è tempo di riposare che Djokovic torna subito avanti 5-3 – sull’ennesimo errore di dritto di Daniil – e va a servire per il match. Ed è proprio in questo momento, che arriva l’episodio che in maniera sorprendente decide il match.

