Le parole del tennista palermitano dopo la sconfitta al secondo turno contro Jesper De Jong, figlia di un calo sul piano fisico importante

Dopo la gioia per il primo match vinto in uno Slam, per Federico Cinà arriva la delusione del day after con l’olandese De Jong. Una giornata storta, uno scatto sul 3-1 e poi un parziale negativo di 11 game a 1 che hanno seppellito la partita.
«E’ stato comunque un torneo molto buono», dice il palermitano, che arriverà al n.179 Atp, suo best ranking in carriera. «Ho vinto quattro partite, la prima in uno Slam, oggi purtroppo sono entrato in campo senza tante energie, ma il tennis è così, bisogna accettarlo».
Con una signora carriera a livello juniores alle spalle, è ovvio che sul figlio dell’ex coach di Roberta Vinci ci sia grande attenzione. «E’ ovvio che le aspettative ci siano, ci sono tanti ottimi giocatori in Italia, ma io quell’aspetto l’ho sempre gestito bene, credo, e continuerò così facendo sempre del mio meglio».
Il futuro è verde, come Wimbledon. «Prima farò questa settimana di scarico, poi giocherò due Challenger sulla terra e Wimbledon mi iscriverò alle qualificazioni, senza giocare nessun torneo preparatorio». Con l’ambizione di fare presto un altro salto di qualità. «Ho giocato con molti italiani in allenamento e anche tanti forti stranieri, e facendo dei punti ho capito di avere il livello per giocarmela con tutti». Ma proprio tutti tutti? «Mi manca Sinner, con lui non ho giocato». Non passerà, crediamo, tempo.

