Sesto titolo Slam per lo spagnolo, che a due anni di distanza torna a essere il numero uno al mondo. Termina dopo 65 settimane il primo ‘regno’ di Jannik Sinner

Foto di Ray Giubilo

È Carlos Alcaraz il campione dell’edizione 2025 degli US Open! Jannik Sinner non riesce a difendere il titolo conquistato lo scorso anno, con lo spagnolo che si impone con il punteggio di 6-2, 3-6, 6-1, 6-4 in due ore e mezza di gioco e si prende in una volta sola il sesto titolo Slam della carriera e la vetta del ranking. La fotografia dell’incontro è probabilmente l’altoatesino che è stato costretto a fronteggiare almeno una palla break nel primo turno di battuta di ogni break, merito di un Alcaraz che ha giocato una delle migliori partite di sempre per qualità e costanza di rendimento. Si chiude quindi dopo 65 settimane il primo ‘regno’ di Sinner come numero uno al mondo, mentre Alcaraz si prende nuovamente la vetta del ranking ATP a distanza di due anni dall’ultima volta

Alcaraz vince il sorteggio e sceglie di rispondere, lasciando l’onere di aprire le danze al servizio al suo avversario. Una scelta che si dimostra subito vincente con il break nel primo game in favore dello spagnolo grazie a un paio di soluzioni con il dritto in corsa, con Sinner che aveva annullato la prima occasione di break con una prima al centro e su una delle due palle game è andato fuori giri con il colpo all’uscita dal servizio. I primi giochi dell’incontro sono caratterizzati da scambi ad alta frequenza e da un Alcaraz che risponde con qualità, mentre l’altoatesino scende a rete ogni volta che ne ha l’occasione per provare a guadagnare campo e togliere tempo all’avversario. Nel settimo gioco lo spagnolo strappa nuovamente il servizio a Jannik – si spegne in rete la volee giocata sul 30-40 – e andato a servire per il primo parziale tiene la battuta a zero, 6-2 Alcaraz. Emblematica la statistica relativa ai punti vinti in risposta, sono 15-3 in favore dello spagnolo.

Anche nel secondo parziale è Sinner a servire per primo, e ancora una volta è costretto a difendere una palla break: un rischio non indifferente la seconda giocata sul dritto di Alcaraz risulta però efficace, prima di conquistare i due punti successivi e tenere un prezioso turno di battuta. Bisogna attendere fino al quarto gioco per vedere le prime palle break in favore di Jannik, sono tre consecutive sullo 0-40. Sulla prima delle tre l’altoatesino riesce a rispondere e chiude lo scambio con un bellissimo passante di dritto, prima di consolidare il vantaggio acquisito al servizio per passare a condurre 4-1 nel secondo set. La reazione da parte del numero uno a mondo sembra aver stordito in qualche modo Carlitos, che ora pare meno convinto nei colpi da fondo e inizia a commettere un numero maggiore di non forzati (10 nei primi sette giochi contro i 2 di tutto il primo set). Andato a servire sul 5-3, l’azzurro vince uno scambio incredibile sul 15-15 dopo una prodezza di Alcaraz in risposta, tiene il turno di battuta a quindici e riporta il punteggio in perfetta parità, 6-3 Sinner. Il rendimento con la seconda di servizio da parte del numero al mondo è cresciuto dal 33% del primo al 67% nel secondo (10/15).

Per la prima volta nel match è Alcaraz a iniziare a servire nel set, ma ciò che non cambia è la necessità da parte di Sinner di offrire palle break durante il primo turno di battuta: sul 30-40 l’azzurro gioca una buona seconda ma sul dritto in uscita dal servizio chiude troppo l’angolo e la palla finisce in corridoio, break Alcaraz. I valori in campo sembrano essere tornati quelli del primo parziale, con lo spagnolo che gioca ogni punto alla massima velocità e con Sinner che non riesce a comandare gli scambi. Lo strapotere mostrato da Carlitos si traduce in maniera inequivocabile anche in termini di punteggio, con un doppio break realizzato in occasione del quarto gioco strappando il servizio a quindici. Senza ulteriori colpi di scena il terzo set si risolve in appena mezz’ora di gioco – senza dubbio il meno equilibrato dell’intero incontro – che porta Alcaraz in vantaggio di due set a uno, 6-1. La differenza in questo parziale è nel rendimento con la prima palla di servizio: nonostante entrambi mettano in campo una prima su due, Sinner vince il 50% dei punti (4/8) mentre lo spagnolo il 92% (11/12).

Quasi come una costante perpetua dell’intero incontro, anche il quarto set si apre con due occasioni di break in favore di Alcaraz: in entrambi i casi Sinner mette la prima palla in campo e riesce a uscire dalle sabbie mobili, rimanendo così ancora in scia. Un elemento che non era presente nei precedenti incontri tra i due e che quest’oggi sta facendo la differenza è il rovescio in lungo linea: colpo che da sempre è stato un punto di forza di Jannik, ma che oggi Carlos riesce ad eseguire con grande precisione. Sul 2-2, 30-30 Sinner non riesce più a mettere la prima in campo – come tante volte accaduto fino ad ora nel match – e con il quarto doppio fallo e un errore di dritto perde ancora la battuta. Lo spagnolo consolida il break e si mette nella posizione privilegiata di poter giocare la finale nei suoi turni di servizio, scaricando così tutta la pressone su Sinner che è costretto inevitabilmente a fare qualcosa di diverso se vuole provare a cambiare le sorti dell’incontro. Alcaraz va a servire per il titolo sul 5-4, Sinner riesce ad annullare i primi due match point con due vincenti – uno di dritto e uno di rovescio – ma sul terzo arriva l’ace numero dieci che vale il sesto Slam della carriera.