L’argentino entusiasta dopo il successo che lo ha portato ai quarti di finale in Portogallo

ESTORIL – Jorge Burruchaga è una gloria del calcio argentino. Nel 1986, compagno di Diego Maradona, ha segnato due gol, compreso quello decisivo, nella finale del Mondiale contro la Germania Ovest, regalando il titolo al suo Paese.

Domenica scorsa, Jorge era allo stadio in New Jersey ad assistere alla sconfitta della Nazionale albiceleste contro la Spagna.
Il figlio, Roman Burruchaga, attuale numero 60 della classifica ATP, appena uscito vincitore in tre set (6-1, 4-6, 6-3) agli ottavi di finale dell’Estoril Open sul beniamino di casa, il n. 1 portoghese Nuno Borges, ammette che per suo padre “domenica è stata dura. Ma siamo orgogliosi della nostra Nazionale: in finale in questo Mondiale, vincitrice in quello passato”.

Nonostante lo stretto legame con la Nazionale di calcio, Roman non cambierebbe le sue due vittorie sulla terra rossa portoghese con un differente risultato ai Mondiali che desse il titolo alla Argentina. “Eh, no! Ho ottenuto qui due successi molto importanti per la mia stagione e per la mia carriera: la prima contro una leggenda del tennis come Stan Wawrinka, la seconda contro il più forte giocatore di casa. Non ho subìto il fatto che lui avesse il sostegno del pubblico. Ho badato a fare il mio gioco”.

Il tennista sudamericano afferma anche di non sentire la pressione del nome che porta. “Sono orgoglioso di mio padre e di quello che ha fatto per l’Argentina e per la sua carriera – dice – ma questo non mi crea pressione. Io devo stare concentrato sulla mia”.
Ai quarti di finale se la vedrà con il belga Alexander Blockx o il francese Kyrian Jacquet.

Domani entrano in campo, direttamente agli ottavi, le prime due teste di serie, Andrey Rublev contro il kazako Timofey Skatov e il nostro Luciano Darderi (unico italiano in gara a Estoril dopo la defezione di Matteo Arnaldi) contro lo spagnolo Pedro Martinez.