L’opinionista ha parlato di cosa è successo nei match di ieri e di cosa aspetta ora Jannik Sinner.



Foto di Ray Giubilo

Il giorno dopo c’è ancora grande rimpianto, l’Italia ha sfiorato una clamorosa semifinale Slam tra Jannik Sinner e Lorenzo Musetti e solo il ritiro di quest’ultimo – quando era due set avanti – ci ha negato questa straordinaria possibilità. Ma dopo questo torneo c’è la sensazione che questa possibilità non è da escludere e questo torneo ci ha regalato tante buone notizie. Nel suo consueto appuntamento con Volèe di Rovescio sulla Gazzetta dello Sport l’ex tennista e ora opinionista Paolo Bertolucci ha parlato cosi:

“Eravamo ad un passo da una clamorosa semifinale tutta italiana tra Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Solo un problema muscolare ha frenato Lorenzo e questo è davvero un grande rimpianto. Il punto da rimarcare però è che Lorenzo ha fatto quel click importante, quel salto di qualità che lo consolida in prospettiva e conferma che la sua posizione nel ranking la vale tutta. Non si tratta di un regalo piovuto dal cielo. Si tratta di una posizione meritata e non di un momento di arrivo, anzi”. Parole importanti e la sensazione che staremo ancora a parlare in futuro delle gesta di Musetti.

Parole importanti anche per Jannik Sinner che dominato contro Shelton e Bertolucci ha sottolineato: “Non sappiamo se Jannik sia al meglio della sua condizione fisica ma lui riesce a mascherarlo e a gestire queste gare da grande campione, nonostante alcuni momenti dove appare meno brillante. Il povero Shelton è diventato come una sorta di vittima predestinata e non vince neanche un set”. Infine non può mancare un commento sulla sfida tra Djokovic e Sinner che andrà in scena nella mattinata italiana di domani:

“La partita di Nole contro Musetti era compromessa, e contro Jannik che viaggia su una dimensione difficilmente sostenibile dal serbo, c’è il rischio che accada qualcosa di simile. Sinner potrebbe essere un Djokovic due, ha qualcosa in meno di Nole ma imprime una velocità nello scambio superiore a quella di Djokovic. In parole povere possiamo dire che Jannik riesce a giocare alla Djokovic con un ritmo più alto”.