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Indian Wells: la Vinci si arrende al tendine d’achille

Termina negli ottavi l'avventura di Roberta Vinci a Indian Wells. La tarantina è rimasta in campo appena 43 minuti contro Magdalena Rybarikova, poi si è arresa a un fastidio al tendine d'achille che l'aveva messa in difficoltà anche nei turni precedenti. Roberta si è ritirata sul punteggio di 6-2 2-0 per la slovacca, quando ha capito che avrebbe solo rischiato di aggravare la situazione. In evidente difficoltà negli spostamenti, Roberta ha alzato bandiera bianca dopo aver perso 10 punti consecutivi. L'avventura a Indian Wells resta positiva: la speranza è che il problema non sia così grave da saltare il Miami Open. Gli altri ottavi di finale non hanno fatto registrare sorprese, se non il successo di Daria Kasatkina sulla Bacsinskzy, ma la russa è una giovane in grande accesa e il risultato non è così clamoroso. Avanti agevolmente Serena Williams.

 

WTA PREMER MANDATORY INDIAN WELLS – Ottavi di Finale

Serena Williams (USA) b. Kateryna Bondarenko (UCR) 6-2 6-2

Simona Halep (ROM) b. Barbora Strycova (CZE) 6-3 1-0 rit.

Agnieszka Radwanska (POL) b. Jelena Jankovic (SRB) 6-3 6-3

Petra Kvitova (CZE) b. Nicole Gibbs (USA) 4-6 6-3 6-4

Karolina Pliskova (CZE) b. Johanna Konta (GBR) 7-6 3-6 6-3

Victoria Azarenka (BLR) b. Samantha Stosur (AUS) 6-1 4-6 6-1

Daria Kasatkina (RUS) b. Timea Bacsinszky (SUI) 6-4 6-2

Magdalena Rybarikova (SVK) b. Roberta Vinci (ITA) 6-2 2-0 ritiro

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Sorpresa: il tennis fa più controlli antidoping dell’atletica

Il presidente ATP Chris Kermode ha promesso maggiori investimenti per combattere la corruzione, ma forse l'ITF potrebbe fare lo stesso ragionamento per i controlli antidoping. Nel 2015 il tennis ha investito "appena" 4 milioni di dollari. Negli ultimi dieci anni, sono stati sospesi a vario titolo ventuno top-100 tra uomini e donne. Le statistiche del 2015 rivelano che sono stati effettuati 4433 test antidoping (2514 uomini e 1919 donne), così suddivisi:
 

1912 test sulle urine durante i tornei (1054 uomini, 858 donne)

344 test sul sangue durante i tornei (207 uomini, 137 donne)

519 test sulle urine fuori dalle competizioni (301 uomini, 218 donne)

1658 test sul sangue fuori dalle competizioni (952 uomini, 706 donne)
 

E' incoraggiante l'aumento di quest'ultimo tipo di test, ottimo per scovare alcune sostanze come l'ormone della crescita, anche se le urine consentono di rilevare complessivamente un maggior numero di sostanze. Sono cifre discrete ma non sufficienti, tenendo conto che la percentuale dei tennisti controllati sul totale dei professionisti non raggiunge il 20% (13% tra gli uomini, 18% tra le donne), anche se ovviamente si tratta di giocatori molto lontani dalle posizioni che contano: in generale, si può dire che i top-100 di singolare siano ben controllati, con i top-50 soggetti ai whereabouts WADA. Si può sempre fare meglio, ma il tennis ha comunque realizzato più controlli complessivi rispetto a quelli della IAAF per l'atletica leggera: tra urine, sangue e controlli specifici per l'EPO, nel 2015 l'atletica leggera ha effettuato 3905 test. 

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Roger Federer lancia la t-shirt con le emoticon

Roger Federer ha sdoganato una nuova frontiera del marketing. Dopo aver creato il logo "RF", cui ha legato ogni suo prodotto, sta lanciando una linea di t-shirt rappresentanti una serie di emoticon che lo riguardano. Si tratta d semplici magliette, in cui attraverso il linguaggio universale delle "emojis", racconta la sua vita tra vaggi e partite di tennis. Nelle prossime t-shirt usciranno anche i volti della moglie Mirka, nonché dei quattro figli Myla, Charlene, Leo e Lenny. "Si tratta di un modo giocoso per interagire con i miei fan – ha detto Federer – le magliette sono un modo divertente per portare i social network nel tennis, e viceversa. Io mi trovo in mezzo e penso che sia molto interessante, perché io mi dedico molto al rapporto con i tifosi". 

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Il ritorno di Stacey Allaster: lavorerà per la USTA

E' durato pochi mesi l'allontanamento di Stacey Allaster dal mondo del tennis. La dirigente canadese, amministratore delegato WTA dal 2009 al 2015, aveva rassegnato le dimissioni lo scorso 2 ottobre. Neanche 6 mesi dopo torna come responsabile del settore professionistico per conto della USTA, la federazione americana. La Allaster, 52 anni, ha detto che aveva bisogno di un po' di riposo dopo aver lavorato ininterrottamente per 28 anni, ma adesso è pronta a ripartire: "Anche perché non avrò un ruolo di grande potere e mi occupero di una sola nazione anziché 33". La Allaster, cittadina americana dallo scorso anno, si occuperà soprattutto di Us Open, Us Open Series e dei team americani di Davis e Fed Cup. Tuttavia il suo coinvolgimento sarà a 360 gradi, e pare che i dirigenti USTA puntino su di lei per mantenere negli Stati Uniti il Miami Open, sempre più in crisi e destinato a traslocare dalla storica sede di Key Biscayne. 

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