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Djokovic-Becker avanti anche nel 2016

Proseguirà anche nel 2016 la partnership tra Novak Djokovic e Boris Becker. Sotto la supervisione dell'ex campione tedesco, "Nole" si è ripreso la leadership ATP e ha vinto quattro degli otto Slam giocati (peraltro giocando sei finali). "Andremo avanti anche nel 2016. Abbiamo beneficiato l'uno dell'altro – ha detto Becker alla Bild – Novak ha un grande team, sono contento di farne parte". Becker ha comunque ridimensionato i propri meriti: "I risultati sono principalmente merito del giocatore e non dell'allenatore. Il mio principale vantaggio è che ho vissuto tutte le finali importanti. Ad eccezione del Roland Garros le ho giocate tutte, quindi posso offrire una consulenza che non è alla portata di tutti". Djokovic continua anche con lo storico coach Marian Vajda, che lo sta accompagnando a Pechino.

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La Radwanska si lamenta del calendario, ma poi…

E' sempre più accesa la corsa alle WTA Finals di Singapore, ancora più ambite visto il forfait di Serena Williams e le precarie condizioni di altre top-players. In lizza c'è anche Agnieszka Radwanska: quest'anno la polacca ha giocato 21 tornei e si è lamentata per la lunghezza del calendario. "La stagione ideale dovrebbe durare nove mesi – ha detto – credo che in molti siano d'accordo con me". Attualmente numero 8 WTA, ha aggiunto alcuni tornei al suo calendario per giocarsi fino in fondo un posto a Singapore. Dopo lo Us Open ha giocato a Tokyo, Wuhan e Pechino. La prossima settimana sarà in gara a Tianjin, dopodiché ha accettato una wild card per Mosca. Dovesse qualificarsi per il Masters, giocherebbe 6 settimane di fila. "E' un calendario estenuante, ma devo fare il possibile per centrare il Masters. Non ho scelta, devo provarci ogni settimana". 

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Andrea Petkovic e il comportamento dei cinesi

Andrea Petkovic ha chiarito un piccolo malinteso occorso durante il torneo di Wuhan. Gli organizzatori del Premier Five cinese non avevano regolato gli ingressi del pubblico, creando un certo via vai durante gli incontri. A un certo punto, la tedesca ha invitato l'arbitro a dire in cinese cosa avrebbero dovuto fare. "Chi parla inglese sa come comportarsi". Andrea ha specificato che non era un attacco ai cinesi. "Penso che sia una cosa normale: ad esempio, io non saprei come comportarmi durante una partita di badminton o ping pong, perchè in Germania non sono molto diffusi. Credo che il tennis sia relativamente giovane in Cina". In effetti, a Wuhan era appena la seconda edizione: "Le guardie hanno lasciato muovere il pubblico anche durante gli scambi, non ci siamo abituate. Non dico che sia maleducato, semplicemente devono imparare. Lo faranno, perché a Pechino la situazione è migliorata. Se qualcuno ha capito male mi dispiace, perchè non volevo offendere nessuno". 

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Cina, manca l’erede di Na Li: ecco perché

Nonostante l'impressionante bacino umano, il tennis cinese fatica a sfondare. Il ritiro di Na Li ha messo a nudo un sistema che non riesce a produrre campioni. Ma se tra gli uomini la situazione è tragica, si pensava che tra le donne potesse spuntare qualche buona giocatrice. Invece hanno undici top-200, frutto dei molti tornei organizzati nel Paese, ma nessuna di loro è tra le prime sessanta. "In Cina lo sport è finanziato dallo stato – spiegano dalla WTA – e se una provincia vince i campionati nazionali avrà un supporto maggiore. Capita dunque che le varie province preferiscano la vittoria nei campionati cinesi piuttosto che creare giocatrici per il circuito mondiale". Secondo Yi Guoqing, direttore del torneo di Wuhan, è solo questione di tempo. A suo dire, l'economia cinese si starebbe aprendo all'estero. "E di questo ne trarrà beneficio anche lo sport". Ci si domanda, tuttavia, come sarebbe la situazione se la Cina non ospitasse tutti questi tornei…

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Djokovic gioca il doppio col fratello… e vince!

 
Ha fatto discutere la presenza all’ATP 500 di Pechino di Djordje Djokovic, fratello minore di Novak e Marko, in gara nelle qualificazioni con una wild card, grazie all’intercessione del numero uno del mondo. Ha perso da Simone Bolelli (poi fermato proprio da ‘Nole’), ma si è rifatto in doppio, proprio insieme al fratello maggiore. I due l’hanno spuntata dopo una dura battaglia sul neozelandese Michael Venus e il cinese Mao-Xin Gong, in gara con una wild card e KO per 7-6 6-7 10/5. Era già successo che il campione di Belgrado giocasse il doppio col fratello Marko (bilancio: 0-5), ma non era mai capitato con ‘Djole’. “È stata una giornata speciale – ha detto ‘Nole’ – e ringrazio gli organizzatori per averci dato la possibilità di giocare. Marko ha smesso col professionismo (24 anni, è stato al massimo numero 581 ATP, ndr), mentre Djordje sta valutando cosa fare. Sono felice di aver potuto giocare insieme a lui prima della scelta”. Classe 1995, il più piccolo dei figli di Srdjan e Dijana non è mai andato oltre la piazza numero 1463 della classifica di singolare. “I miei successi – ha proseguito Novak – hanno messo delle pressioni extra ai miei fratelli, e non è facile gestirle. Nella storia dello sport non sono molti i fratelli minori degli sportivi di successo che sono riusciti a ricalcarne le orme. Io ho seguito le loro carriere, ma senza intromettermi eccessivamente, per evitare di parlare sempre e solo di tennis. La cosa più importante è avere una buona relazione, e sono felice sia così”. Ai quarti di finale i Djokovic se la vedranno con Jack Sock e Vasek Pospisil, che hanno sconfitto per 7-6 2-6 11/9 gli azzurri Bolelli/Fognini. Per i nostri, il posto alle ATP Finals non sembra a rischio (sono sesti nella Race, con oltre 1500 punti sui noni), ma negli ultimi mesi hanno vinto pochissimo.

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