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Londra: esordio con sconfitta per Fognini-Bolelli

 
C'era grande attesa per l'esordio di Simone Bolelli e Fabio Fognini alle ATP World Tour Finals di doppio. Nel primo match della manifestazione, gli azzurri sono andati a due punti dal successo contro la coppia anglo-australiana composta da Jamie Murray e John Peers, vincitori col punteggio di 7-6 3-6 11-9. Quando si perde un match così equilibrato c'è sempre qualche rimpianto, ma nel complesso gli azzurri non hanno avuto enormi chance. Nel primo set si sono arrampicati al tie-break nonostante tre palle break concesse (alla fine era deleterio un doppio fallo di Bolelli sul 5-5 nel tie-break) , mentre hanno vinto il secondo grazie a un paio di passaggi a vuoto degli avversari. Nel super tie-break c'era grande equilibrio e si arrivava sull'8-8, dove Simone giocava una brutta risposta. Annullava il primo matchpoint col servizio, ma Murray-Peers infilavano l'allungo decisivo e si prendevano un successo importante in chiave qualificazione. Per gli azzurri nulla è perduto, però a questo punto potrebbe essere necessaria una vittoria sui gemelli Bryan….

ATP WORLD TOUR FINALS – Round Robin

Jamie Murray-John Peers (GBR-AUS) b. Simone Bolelli-Fabio Fognini (ITA-ITA) 7-6(5) 3-6 11-9

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Federer, Murray e Nadal e le loro idee sull’antidoping

Il recente report WADA sulla Russia, in cui si rivela l'esistenza di una specie di "doping di stato", ha messo in allarme alcuni top-players. Tra loro Roger Federer, Andy Murray e Rafael Nadal. Lo svizzero ha detto di non essere sorpreso, ed anzi ha aggiunto: "Dicono che anche altre nazioni non si stanno comportando in modo corretto". Federer ritiene che i controlli nel tennis dovrebbero essere aumentati soprattutto nelle fasi finali dei tornei. "Dopo una finale mi guardo intorno e mi domando dove sia l'antidoping. Dai quarti in poi ci sono in palio molti soldi, è importante sapere che saremo messi alla prova. In questo modo dovrebbero sparire i cattivi pensieri. Il programma antidoping è migliorato, ma possiamo fare di più. Ci vogliono più risorse". Murray è convinto che sia importante la qualità dei test. Nel 2015 è stato controllato più di ogni altro anno, "ma non significa molto. Lance Armstrong era il ciclista più controllato di tutti e oggi sappiamo che non era pulito. I test negativi potrebbero anche non voler dire molto". Rafa Nadal si è concentrato sulla trasparenza: a suo dire, i risultati dei test dovrebbero essere al 100% pubblici e si è detto disponibile anche a un piccolo prelievo sui prize money per migliorare la lotta al doping. 

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Schiavone KO a Limoges, si complica l’Australian Open

E' terminata in semifinale l'avventura di Francesca Schiavone al WTA 125 di Limoges. Era un torneo cruciale per raccogliere i punti necessari in vista del prossimo Australian Open, dove potrebbe eguagliare il record di partecipazioni consecutive a uno Slam. Purtroppo il bottino raccolto in Francia potrebbe non bastare: chiamata a vincere il torneo, si è arresa 6-3 7-6 alla giovane americana Louisa Chirico. C'è qualche rimpianto, poichè Francesca ha sciupato due setpoint sul 6-5 del secondo set. Le avesse sfruttate, probabilmente il match sarebbe cambiato. L'altra finalista sarà Caroline Garcia, brava a imporsi 6-3 5-7 6-3 su Katerina Siniakova. Il torneo di Limoges si concluderà regolarmente nonostante gli attentati di Parigi, poiché in Francia sono stati cancellati i soli eventi nella capitale. Con questo risultato, Francesca ha raccolto 57 punti e dovrebbe attestarsi intorno al numero 111 WTA, insufficiente per essere ammessa al main draw di Melbourne. A questo punto resterebbero tre speranze: qualche forfait che le permetta di entrare ugualmente in tabellone, una wild card concessa dagli organizzatori (difficile) oppure tentare la via delle qualificazioni. Conoscendola, la milanese ci proverà fino in fondo. 

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