Crema chiude al 2° posto
Un 3-3 casalingo contro il Circolo Tennis Maglie mette fine al buon campionato del Tc Crema, che chiude al secondo posto. “L’anno prossimo con una marcia in più”…
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Un 3-3 casalingo contro il Circolo Tennis Maglie mette fine al buon campionato del Tc Crema, che chiude al secondo posto. “L’anno prossimo con una marcia in più”…
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Federer coglie un successo di capitale importanza in ottica qualificazione col ceco ed ipoteca le semifinali … da Londra, FEDERICO MARIANI
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Djokovic passeggia sul giapponese lasciando appena due giochi. A fine match il serbo premiato come numero uno del mondo per la quarta volta … Da Londra, FEDERICO MARIANI
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Novak Djokovic ritiene che gli attuali controlli antidoping siano sufficienti, peraltro con alcune richieste particolarmente impegnative. Il serbo ha spiegato di non aver mai avuto problemi con il sistema: "Penso che selezionino a tappeto i giocatori e le località dove si trovano. Io sono sempre disponibile, sanno dove mi trovo. Non ho niente da nascondere, quindi se dovessero venire da me sarebbe tutto regolare". L'anno scorso Djokovic aveva criticato il sistema antidoping dopo che il suo amico Viktor Troicki era stato squalificato per non essersi sottoposto a un test sul sangue. Nel 2014 sono stati condotti 3.500 test, di cui 1.400 fuori dalle competizioni. In generale, i top-50 ATP vengono testati sette o più volte nell'arco della stagione. Djokovic ha però aggiunto che i "whereabouts", ovvero l'obbligo di comunicare la reperibilità per almeno un'ora al giorno, sono molto pressanti e a volte non necessari, soprattutto nel periodo di offseason. "Se non ti trovano per tre volte scatta la sospensione, mi sembra un po' troppo. La stagione è lunga e sanno sempre dove siamo. Nel periodo di pausa capita di cambiare spesso città e non è semplice compilare i loro moduli". Le sue opinioni sono leggermente diverse rispetto a quelle espresse in questi giorni da Federer, Murray e Nadal.
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C'era anche Richard Gasquet tra gli spettatori che venerdì sera hanno vissuto attimi di terrore allo Stade de France di Parigi, nelle cui vicinanze ci sono state alcune esplosioni. Erano solo alcuni degli attentati terroristici che hanno sconvolto la Francia e il mondo intero. "Non avevo mai sentito una cosa del genere in uno stadio di calcio – ha scritto Gasquet sulle colonne dell'Equipe – non era un semplice rumore o un suono comune, ma un'autentica esplosione. Mi trovavo in una cabina, con una TV a disposizione, così abbiamo visto rapidamente quello che succedeva nel resto della città. Dopo la terza esplosione c'è stata un'evacuazione, ma molte persone continuavano a entrare sul campo. Sono stati momenti impressionanti. Avevo la macchina nel parcheggio, ma abbiamo dovuto attendere un bel po' prima di uscire dallo stadio". Il francese è poi volato a Londra, dove sarà riserva nelle ATP World Tour Finals.
Per saperne di piùLe riflessioni del nostro biblista al discorso di Federer davanti al pubblico di Newport courtesy of the ITHF Dopo...