Il destino di due campioni dellAustralian Open. Lazzurro punta alla terza finale di fila a Melbourne, la settima nei major e la sesta consecutiva. Il serbo vuole spingere ancora il limite e gioca per lundicesima finale australiana, la 38esima in carriera

Foto di Ray Giubilo

È il loro Slam. In Australia, e in tempi diversi, Jannik Sinner e Novak Djokovic sono riusciti ad affermarsi nel modo più netto e duraturo. Certo, a 24 anni, Jannik non ha ancora i numeri del serbo che, invece, a 38 (compirà 39 anni a maggio), si è forgiato un palmares unico al mondo. Tuttavia, sebbene con le dovute proporzioni, entrambi sono ormai diventati campioni iconici dello Slam down under, Jan con due titoli consecutivi (27-4 partite vinte in tutto a Melbourne), Nole con i leggendari dieci trofei (103-10 sino ad ora!). Ora sono ancora l’uno contro l’altro per andare nuovamente oltre il limite: per laseconda volta in semifinale sulla Rod Laver Arena, la quinta a livello Slam, la terza di fila…

Nei quarti di finale, “graziato” dall’infortunio di Musetti dopo che questi era in vantaggio due set a zero, il 38enne Djokovic ribadisce, appunto, il suo ruolo da protagonista. Nella conferenza post match, ad una domanda di come si sentisse ad inseguire, oggi, Sinner ed Alcaraz e, ieri, Federer e Nadal, il serbo non usa mezzi termini con l’indelicato giornalista: “Trovo irrispettoso che tu abbia ignorato il mio dominio neitornei del Grande Slam per 15 anni!”. Sacrosanto. ControJannik, però, il bilancio per ora non è dei migliori, poiché l’azzurro si è imposto in sei partite su dieci, ha vinto gli ultimi cinque incontri e le ultime tre semifinali Slam sulle quattro disputate fino adesso. Se lo battesse anche venerdì, diventerebbe il primo tennista a centrare sei vittorie consecutive con Novak, superando la striscia di Nadal (5).

Si tratta della terza semifinale consecutiva a Melbourne per Jannik, la nona in un major; per Novak, nientemeno che la 13esima in Australia (secondo a Federer, con 15 semifinali), la 54esima tout court! L’azzurro è a caccia della sua settima finale nei major, la terza in Australia; il serbo della 38esima, l’undicesima in suolo down under. Jannik corre per il quinto trofeo Slam, il terzo di fila nella terra dei canguri, Nole per il 25esimo – 11esimo australiano – che significherebbe lo storico sorpasso di Margaret Court. In caso di vittoria, Djokovic giocherebbe la sua settima finale Slam dal compimento dei 35 anni e otterrebbe il record, per l’Era Open, del tennista con più finali della categoria dopo i 35 anni; ora è a quota sei, a parimerito con Ken Rosewall. Con l’accesso alla semifinale, Novak è, alla sua età, il quarto uomo più anziano dell’Era Open ad aver raggiunto una semifinale Slam, dopo Rosewall, Gonzales e Connors. È, inoltre, nell’Era Open, il tennista ad aver giocato il maggior numero di semifinali major dopo i 35 anni di età. Se giungesse in finale, diventerebbe il secondouomo oltre i 38 anni dell’Era Open a disputare una finale Slam(il primo è Rosewall); sarebbe invece il più anziano a disputare la finale in Australia. 

Sinner, invece, punta alla sua sesta finale consecutiva nei major e diventerebbe così il terzo tennista a centrare la striscia di sei o più finali Slam, dopo Federer e Djokovic; sarebbe inoltre il terzo uomo in attività a disputare tre finali in Australia, dopo Djokovic e Medvedev, il terzo in attività con sette finali major, dopo Djokovic e Alcaraz. Se superasse Novak, salirebbe a 93 partite vinte negli Slam, tallonando il record italiano di Pietrangeli (94). In caso di vittoria, la striscia di partite vinte salirebbe a 21 dopo la sconfitta con Griekspoor, a Shanghai. Attenzione, perché né l’azzurro né il serbo hanno mai perso una finale sulla Rod Laver Arena! 

Ma chi ci arriverà tra Jan e Nole? 

Jannik si è presentato a Melbourne in forma smagliante e, a parte le difficoltà per il gran caldo contro Spizzirri, non ha lasciato scampo agli avversari. Travolti Gaston (poi ritiratosi)e Duckworth; ha ceduto un set a Spizzirri, ha dominato Darderi e Shelton, battendo l’americano nove volte di fila e ottenendo il 18esimo successo su un avversario statunitense in altrettante partite Slam. Ha vinto finora sei match sul duro alivello Slam contro avversari Top 10, a fronte di due sconfitte(con Tsitsipas, 2022-2023). L’azzurro è riuscito in modo magistrale ad arginare il tennis bum bum di Shelton: “Ben ha colpito un servizio a 232 k/h, questo ti dà circa mezzo secondo per reagire da quando la palla lascia la sua racchetta e arriva alla tua. Come hai fatto?” gli ha chiesto infatti Courrier nell’intervista post partita, “Non sono bravo in matematicagrazie per avermelo detto!” ha risposto Jannik con il suo solito candore ma, in effetti, il n. 2 del mondo non solo ha saputo arginare le bordate dell’esplosivo tennista di Atlanta ma è riuscito a sovrastarlo con altrettanta potenza e pressioneottenendo così, per esempio, la bellezza dell’83% di punti vinti a rete, il 78% dei punti con la prima palla e il 73% al servizio in generale. 

Un percorso diverso quello di Djokovic, a tratti illuminato da una buona stella e, con Sinner, sarà il test più difficle. Il serbo ha superato Martinez, il qualificato Maestrelli, Van de Zandschulp, ha beneficiato del forfait di Mensik e del ritiro di Musetti il quale, come detto dallo stesso Nole dopo la gara“stava giocando in un modo incredibile ed io mi sentivo già sulla strada verso casa”. Tuttavia, mai sottovalutare il Djokeril quale, grazie al successo al primo turno, è diventato il primo giocatore a regalarsi 100 vittorie in tre Slam diversi. Lo stop per la rinuncia di Mensik e il rapido epilogo con Musetti potrebbe averlo “raffreddato” fisicamente ma, allo stesso tempo, gli ha anche permesso di recuperare e riposare. SeSinner riesce a mantenere una perfetta condizione fisica (nel match contro Shelton sembrava avesse bisogno del fisioterapista) sarà molto complicato per Djokovic. Gli avversari non devono mai dimenticare, però, che il “lupo” di Belgrado è sempre a caccia, in particolare negli Slam: “Sinner e Alcaraz sono più forti di me e degli altri ragazzi? Sì, lo sono. La qualità del loro livello è enorme e fenomenale. Ciòsignifica che entro in campo alzando bandiera bianca? Assolutamente no. Combatterò fino all’ultimo scambio, fino all’ultimo punto e darò il massimo per sfidarli”. Per questo – e tanto altro – Djokovic ha fatto e continua a fare scuola. Sinner lo sa bene e non se lo dimentica, così come non scorda mai un’altra lezione di Nole: la consapevolezza della pericolosità dell’avversario, sempre. Magari non sarà bravo in matematicama, in questo, Jannik adesso è certamente il più bravo della classe.