L’azzurro, a caccia dell’ultimo exploit stagionale, affronta il tedesco per la sesta volta in carriera ed è in vantaggio 3-2 nei precedenti

Foto di Ray Giubilo

Una sola vittoria, finora, per Lorenzo Musetti contro un n. 1 del mondo. È successo con Novak Djokovic, nella famosa sfida di ottavi di finale a Montecarlo, nel 2023. Mercoledì, nel match di secondo turno del Rolex Paris Masters, l’azzurro affronterà Alexander Zverev, nuovo leader del ranking, 30esimo giocatore ad occupare la prima posizione mondiale da quando è stata creata la classifica ATP. Una sfida importante per Lorenzo che in questo finale di stagione è riuscito a riaccendersi con un guizzo tanto inaspettato quanto significativo grazie alla vittoria di Lione, regalandosi il quarto sigillo in carriera dopo ben quattro anni dall’ultimo titolo a Napoli.  

Una occasione ghiotta per Musetti, innanzitutto perché Zverev, nonostante la stagione da sogno di cui si è reso protagonista, è inciampato spesso su avversari non pericolosi sulla carta ma particolarmente aggressivi e in fiducia; e poi perché c’è un dato che stride nettamente con la sua annata vincente, e cioè le sole tre vittorie contro avversari della top 10. Lorenzo era in quinta posizione (best ranking) fino al mese di marzo e ora è sceso al n. 24, ma sappiamo bene di cosa è capace se egli è in salute, centrato e in fiducia, anche con un avversario come Zverev; d’altronde, il vantaggio di 3-2 nei precedenti con il tedesco offre a «Muso» un’altra ragione per affrontare la sfida parigina con la mentalità da campione. Nell’ultimo scontro diretto – la semifinale di Vienna dell’anno scorso – si è imposto Zverev, dopo aver perso tre partite consecutive. Il fatto di giocare sul cemento indoor piace particolarmente a Sascha, il quale sarà ancora più a suo agio per scaraventare servizi e dritti a gogo. Va detto, però, che il tedesco ha perso con Lorenzo anche al coperto, sempre a Vienna, nel 2024. Per il carrarino sarà fondamentale riuscire a prendere le redini degli scambi e spezzarne il ritmo per evitare di farsi irretire dalle martellate da fondo dell’avversario, specie con il dritto. 

Dal canto suo, Alexander Zverev è in uno stato di grazia emotivo dopo il  raggiungimento di questo ennesimo traguardo il quale, per giunta, ha un qualcosa di magico anche per il tempismo. Il 2 novembre 2026 il tedesco diventa per la prima volta il re della classifica mondiale, ma il secondo giorno di novembre ha da sempre un significato particolare per Alex e la sua famiglia. «Una data, una vita di emozioni» ha detto Zverev in un post du Instagram: innanzitutto, il 2 novembre 1984 fu giorno felice per i suoi genitori che si unirono in matrimonio; poi, purtroppo, la diagnosi del diabete di tipo 1 per il piccolo Sascha e la notizia di un’embolia polmonare per suo padre, Alexander Senior, giunsero rispettivamente il 2 novembre 2001 e il 2 novembre 2009. Inoltre, nello stesso giorno del 2015, Marcelo Melo, amico fraterno di Zverev, divenne n. 1 del mondo in doppio. Quando si dice il destino! A Parigi, Zverev corre per il suo 27esimo titolo in carriera, l’ottavo in un Masters 1000 e, tra i sette già vinti, c’è anche il torneo francese, conquistato da Sascha nel 2024 battendo in finale il beniamino di casa Ugo Humbert.