L’azzurro resta in campo poco più di mezz’ora poi l’abbandono di Bautista per infortunio. Il prossimo avversario sarà Medvedev, che ha vinto i tre precedenti, tutti sul cemento  

Foto di Ray Giubilo

Un primo turno lampo per Matteo Berrettini. L’azzurro disputa soltanto quattro giochi contro Bautista-Agut il quale, a causa di un infortunio al collo, è costretto al ritiro. Nonostante la sconfitta al primo turno a Marrakech, la settimana scorsa, e i pochi giochi del primo round monegasco, subito dopo l’incontro Matteo ha espresso fiducia per le buone sensazioni avvertite in campo: “È ovvio che non è la maniera in cui volevo vincere la prima partita ma sono entrato in campo molto convinto, deciso, sapendo bene cosa fare, giocando bene; anche la partita di ieri [la vittoria in doppio, con Vavassori, ndr] mi ha dato fiducia, ho sentito bene la palla. Ho giocato tante volte con Roberto e sapevo cosa fare. Poi, certo, una cosa è saperlo, un’altra è metterla in atto. Ovviamente, mi dispiace per lui, perché mi sono trovato tante volte in situazioni in cui dovevo ritirare e non è bello, soprattutto così presto nella partita però si rimetterà e faremo altre battaglie”.

 Il prossimo avversario del romano sarà Daniil Medvedev. Il russo ha vinto i tre precedenti, tutti disputati sul cemento e due volte gli ha concesso un set, sempre al tie-break; il primo match, a Indian Wells, risale al lontano 2018, il secondo è del 2021, all’ATP Cup e il più recente è del 2022, ancora all’ATP Cup: “Mi aspetto una partita diversa da quelle precedenti e soprattutto è tanto tempo che non ci gioco” ha ammesso Matteo, “è un giocatore che sicuramente preferisce superfici più veloci e diverse però ha dimostrato anche di vincere il torneo di Roma, quindi è sicuramente un avversario fortissimo; recentemente ha fatto finale a Indian Wells giocando a un livello stratosferico, quindi sarà una partita molto dura. Ho tanta voglia di giocarla, mi sento carico, mi sento bene e speriamo possa essere la prima vittoria contro di lui”.  

Berrettini, che il prossimo 12 aprile spegnerà 30 candeline, ha ribadito la fiducia nei propri mezzi tecnici: “Anche quando mi sono fermato tanto tempo a causa dei miei infortuni, la qualità del mio tennis non è mai scesa. Me l’ha detto anche Jannik quando abbiamo giocato qui a Montecarlo l’estate scorsa; non giocavo da un mese e mi disse che avevo sempre una palla molto pesante. Quindi, da quel punto di vista, non ho mai avuto grossi dubbi. Quello che c’è dietro è la fiducia che aiuta il colpo ad essere più profondo e pesante. Fisicamente mi sento bene e sono soddisfatto di come mi sto muovendo. Ieri in doppio e oggi in singolare ho fatto dei bei recuperi, mi sento leggero e pimpante; questo è un mix di cose che spero porti a buoni risultati”.  

Come sono le condizioni della terra monegasca per Matteo e come si sente dopo la sconfitta al primo turno di Marrakech contro Buse? “La superficie è buona. La palla salta, mi piace, però dipende tanto dalle condizioni climatiche. Oggi è abbastanza fresco con cielo coperto e la palla si sporca parecchio; nei giorni scorsi, con un bel sole, la palla viaggiava di più. Non è una terra extra lenta. A Marrakech sono uscito con un po’ di rabbia, ma era una rabbia positiva perché ho perso una partita lottando per tre ore ed è una cosa buona dal punto di vista fisico; il mio avversario ha giocato molto bene e, certo, avrei potuto fare meglio ma a volte le sconfitte aiutano a ripartire più forti e, da quel momento in poi, mi sono allenato molto bene. Ma ora siamo a qui e pensiamo a Monaco”.