Il n. 1 del mondo non vede l’ora di calcare di nuovo l’ocra monegasca; la difesa del titolo al via con il vincente del match tra Wawrinka e Baez

Felice come una Pasqua, Carlos Alcaraz! E infatti, esattamente nel pomeriggio pasquale, il campione uscente del Rolex Montecarlo Masters, nella consueta “tavola rotonda” pre-torneo con la stampa, ha sfoggiato un bel sorrisone all’idea di ritrovare l’amata terra rossa. “Non giocavo sulla terra dal Roland Garros, mi è mancata tanto!” ha ammesso il n. 1 del mondo, “è passato tanto tempo, quindi è ora di sporcarsi nuovamente i calzini!”.
Un momento positivo per Carlos che, nonostante le recenti sconfitte a Indian Wells e a Miami, giunge nel Principato da favorito e con tanta voglia di “scivolare” di nuovo sullo splendido Centre Court del Country Club. Nel primo rendez-vous sul rosso, egli porta con sé le 22 vittorie della passata stagione sul mattone tritato a fronte di una sola sconfitta – a Barcellona, in finale contro Rune – puntando a diventare, insieme a Rafa Nadal (2005-2009) l’unico uomo a confermare il titolo a Montecarlo prima dei 23 anni di età.
Anno nuovo, vecchie abitudini per lui nel torneo monegasco. Lo spagnolo, infatti, confessa timidamente di essere alquanto superstizioso quando ritrova i campi che gli hanno portato fortuna l’anno precedente: “In effetti, se ho vinto un torneo l’anno prima, ho tendenza a riprendere lo stesso armadietto nello spogliatoio, oltre a ripetere alcune routine”.
In realtà, a Montecarlo, Carlitos non difende solo la corona del torneo ma anche quella del ranking. Jannik Sinner, infatti, dopo lo storico trionfo nel Sunshine Double, lo sta marcando stretto, a 1.190 punti di distanza. Ma che cosa cambia, per Carlos, arrivare a Montecarlo da defending champion? “Niente. In realtà non mi sembra di aver vinto l’anno scorso e, come sempre, cerco di prepararmi nel miglior modo possibile per le nuove partite. Non penso troppo al fatto di dover difendere il titolo; invece, è molto importante ritrovare ottime sensazioni sulla terra”.
Alla fine dell’anno, due leggende del circuito, Stan wawrinka e Gaël Monfils, saluteranno le competizioni e sarà dunque la loro last dance a Montecarlo. Il francese per ora è ancora in corsa dopo la vittoria in tre set contro Tallon Griekspoor (6-7 6-1 6-4) nel tardo pomeriggio di domenica e, nel round successivo, sfiderà il n. 8 del seeding Alexander Bublik. Stan The Man, invece, qualora venisse a capo di Sebastien Baez, sarebbe il primo avversario di Carlos Alcaraz. Il tre volte campione Slam non ha nascosto che gli piacerebbe assai misurarsi con il fenomeno di Murcia almeno un avolta prima di dire definitivamente addio alle gare: “Le parole di una leggenda come Stan sono bellissime e mi toccano molto” ha ammesso Carlos, “sarebbe bello che accadesse a Montecarlo ma dipende da lui (ride). Sabato ci siamo allenati insieme ed è stato fantastico condividere il campo con lui. È bellissimo vederlo ancora giocare, incontrarlo ancora nei tornei”.
Ma cosa ne pensa Carlos del fatto che i campioni siano sempre sotto i riflettori, anche quando credono di essere al riparo da occhi indiscreti? Ad un certo punto, infatti, è stato evocato l’episodio in cui le telecamere hanno ripreso lo sfogo di Coco Gauff dopo la cocente sconfitta nei quarti di finale dell’Australian Open 2026 per mano di un’eccellente Elina Svitolina. La statunitense, subito dopo il match, si era lasciata andare alla frustrazione spaccando la racchetta e credendo di trovarsi in un’area priva di telecamere. L’accaduto ha sollevato giustamente un’accesa polemica sulla mancanza di privacy per gli atleti quando si trovano negli impianti che ospitano le gare. “Capisco che la gente ami seguirci sempre, vederci ai tornei e osservare tutto ciò che facciamo ma a volte è troppo. Le telecamere sono ovunque, nelle palestre o in altre aree ma a volte la cosa è esagerata, è davvero troppo”.
Il n. 1 del mondo ci ha tenuto comunque a sottolineare quanto gli faccia piacere sentirsi così amato dai fan in tutto il mondo: “La gente viene a vedere i miei allenamenti, le mie partite, mi sento molto amato ovunque io vada! Il minimo che possa fare è prendere del tempo da dedicare a tutte le persone che vogliono vedermi e incontrami, con gli autografi e le foto, questo mi fa molto piacere. Grazie all’affetto della gente mi sento sempre a casa!”.


