L’azzurro è in vantaggio 9-4 nei precedenti con il tedesco e punta a diventare il primo tennista nella storia a sollevare cinque trofei ‘1000’ di fila

Foto di Ray Giubilo

Otto sconfitte consecutive. E adesso? Cosa mai potrà inventarsi Alexander Zverev contro Jannik Sinner in finale a Madrid? Il n.1 del mondo sembra inarrivabile. Del resto, coach Vagnozzi, dopo la vittoria di Jannik contro Fils, ha confermato il grande stato di forma e di salute del suo pupillo, vittoria dopo vittoria. Grazie ad un tennis sempre più granitico, Jan rovescia gli avversari ad uno ad uno e corre veloce verso nuovi record; per giunta, con
Alcaraz fuori dai giochi per un po’, ormai è davvero il solo uomo al comando, sul campo e in classifica. Se riuscisse a vincere anche a Madrid, l’altoatesino diventerebbe il primo tennista in assoluto a trionfare in cinque Masters 1000 di fila. Pazzesco! Per non parlare dell’ulteriore bottino di punti nel ranking, un altro record, perché l’azzurro è il quarto giocatore ad arrivare a 14.000 punti in classifica dopo Djokovic, Federer e Nadal. Ma non finisce qui: Jannik è il quarto tennista a centrare la finale in tutti i nove Masters 1000 dal 1990, dopo Federer, Nadal e Djokovic, ma è il più giovane di sempre a riuscirci!

Al Mutua Madrid Open, Sinner inanella la quinta finale ‘1000’ dopo Parigi 2025, Indian Wells, Miami e Montecarlo 2026, salendo così a 27 partite vinte consecutivamente nella medesima categoria; in questo storico filotto, i set concessi sono soltanto due… sì, solo due: con Machac a Montecarlo e con Bonzi nel match d’esordio a Madrid! E, en passant, egli sale a ben 350 vittorie nel Tour. Una cavalcata travolgente dalla scorsa stagione ad oggi, durante la quale Jannik è stato il primo a realizzare il Sunshine Double 2026 dopo Roger Federer (2017) ma è stato l’unico a riuscirci senza mai perdere una manche. Ora l’azzurro è a soli due match dal raggiungere la striscia vincente nei ‘1000’ del campione svizzero (29); il record di match vinti
consecutivamente nei tornei della stessa serie è di Novak Djokovic (31).

Zverev dovrà fare i conti con tutto questo e con uno Jan in modalità robotica. Da tempo ormai il tedesco sta tentando di inserirsi nel duopolio Sinner-Alcaraz, senza successo. Eppure, molto spesso è lì, ad un passo, un ultimo passo che però è il più difficile da compiere, per essere poi inesorabilmente rimandato indietro. Il n. 3 del mondo disputa domenica la sua 13a finale in un torneo ‘1000’, la terza a Madrid, la settima sul rosso come Thomas Muster; diventa così il quarto tennista con il maggior numero di finali ‘1000’ sulla terra, dopo Nadal, Djokovic e Federer. L’ocra di Madrid a Sascha piace particolarmente: vi ha vinto già due volte, nel 2018 e nel 2021, e vi ha giocato un’altra finale (2022), con un bilancio in semifinale di 4-0. I suoi trofei ‘1000’ finora sono sette: oltre ai due conquistati nella Caja Mágica, egli ne ha sollevati due a Roma (2017, 2024), uno in Canada (2017), a Cincinnati (2021) e a Parigi (2024). Ricordiamo, inoltre, che Zverev ha disputato in carriera tre finali Slam (US Open 2020, Roland Garros 2024 e Australian Open 2025). In caso di vittoria, egli si regalerebbe il 25esimo titolo in carriera; oltre alle tre finali major, in generale egli ne ha disputate altre 13, di cui cinque nei tornei ‘1000’.

Contro Jannik, come detto, Sascha ha perso gli ultimi otto incontri. Il suo bilancio complessivo è di nove sconfitte a fronte di quattro vittorie – avvenute tra il 2020 e il 2023, tre volte sul duro e una sul rosso. Delle ultime sconfitte di Sascha con il n. 1 del mondo, una soltanto si è consumata sulla terra: l’ultima, quest’anno, in semifinale a Montecarlo; le altre sono avvenute tutte sul cemento e, in questi ultimi otto confronti, il tedesco è riuscito a
strappare soltato due set a Sinner. Una curiosità: negli ultimi quattro ‘1000’ vinti da Jannik, l’’avversario della semifinale è sempre stato Zverev; ora, a Madrid, i due si incrociano per il titolo. Nel cammino verso la finale, Zverev ha faticato due volte: contro Navone e Mensik, superati entrambi al terzo set; con Atmane, Cobolli e Blockx invece sono state vittorie nette. È evidente che contro Sinner dovrà fornire la migliore versione di sé e forse ancor di più: sarà necessario mantenere le alte percentuali al servizio registrate contro Blockx; per Sascha sarà fondamentale la grande aggressività per lasciare poco margine di manovra al n.1 del mondo; per non parlare della regolarità, perché i gratuiti contro Sinner costituiscono un pegno
particolarmente pesante. Missione complicata. Dall’altra parte della rete, Jannik difficilmente si lascia sopraffare ed è maestro nell’irretire subito l’avversario con un ritmo infernale da fondo. Ed è impeccabile in risposta, quasi sempre prontissima e micidiale. In caso di vittoria, per Jannik sarebbe il primo sigillo a Madrid, il nono titolo ‘1000’, il 28esimo in carriera.