L’azzurro sfiderà il 34enne ungherese nel match d’esordio in California dopo lo stop di un mese per infortunio. È la loro prima sfida

Foto di Ray Giubilo

Nel “tennis paradise” c’è anche Lorenzo Musetti. Il n. 5 del mondo torna finalmente in campo dopo l’epilogo amaro dei quarti di finale contro Djokovic all’Australian Open quando, in vantaggio due set a zero, dovette abbandonare l’incontro per un infortunio alla gamba destra. C’è voluto più di un mese di stop per recuperare, con l’inevitabile rinuncia agli appuntamenti di Buenos Aires, Rio e Acapulco. Ma ora, a 24 anni appena compiuti, ecco

Lorenzo di nuovo in pista, “super motivato e felice” di ritornare in gara nel “paradiso” del tennis, come ha ammesso lui stesso in un’intervista all’ATP: “dopo quello che è successo in Australia ero un po’ turbato e non è stato facile; sentivo che stavo esprimendo il miglior tennis della mia carriera, un tennis che si era adattato molto bene alle condizioni climatiche di quei giorni e avevo grande consapevolezza di quello che stavo realizzando in campo. Ma ora torno ad Indian Wells con una nuova motivazione perché penso che soltanto grazie ad una grande forza mentale riusciamo a superare situazioni come quelle vissute a Melbourne”.  

Il suo primo avversario sul cemento californiano sarà l’ungherese Marton Fucsovics, 34 anni e attuale n. 56 in classifica, con un best ranking al n. 31. Tra i due non ci sono precedenti e Lorenzo, almeno sulla carta, è ovviamente il favorito anche se Marton è pur sempre un avversario difficile da contrastare. Atleta massiccio e nerboruto, il magiaro è un gran picchiatore, rapido e potentissimo, soprattutto sul duro, sua superficie prediletta; è capace di prendere il comando del gioco grazie ad un ritmo intenso e prolungato negli scambi da fondo e, per questo, Lorenzo dovrà fare attenzione a non farsi sopraffare. Dopo diverse settimane di assenza dalle gare, per l’azzurro sarà importante riuscire a gestire un avversario particolarmente esperto ed aggressivo.  

Fucsovics vanta tre titoli in carriera, Ginevra (2018), Bucarest (2024) e Winston Salem (2025); disputa altre due finali, a Sofia (2019) e a Rotterdam (2021). Nel 2021, a Wimbledon, si è messo particolarmente in luce diventando il primo tennista ungherese ad issarsi ai quarti di uno Slam dopo Taroczy (1981). Nei tornei ‘1000’ il traguardo più significativo sono gli ottavi di finale, raggiunti a Indian Wells e a Cincinnati. In passato, è riuscito ad esprimere al meglio il proprio talento negli anni da junior, quando ha trionfato a Wimbledon e ha disputato la semifinale all’Australian Open a allo US Open, raggiungendo così a fine anno la prima posizione mondiale del ranking di categoria.  

Poi, diventato “grande” e nonostante abbia sempre dimostrato grandi qualità tecniche e atletiche, Fucsovics non ha ancora realizzato il risultato “della vita”, quello capace di dare una svolta decisiva e luminosa alla propria carriera; oscilla invece troppo spesso tra momenti di grande forma ed esplosività ed altri segnati dagli infortuni e un rendimento insufficiente per superare i top players. È significativo il fatto che il numero delle partite vinte in carriera sia praticamente pari a quello delle sconfitte, 182 a 180. Un altro dato rilevante in questo senso è che, fino ad ora, il tennista magiaro sia riuscito a sconfiggere soltato tre top 10: Medevedev (2020), Rublev (2021) e Fritz (2023).  

Nelle ultime due stagioni è stato praticamente quasi sempre assente dal tabellone principale dei Masters 1000. E adesso, di ritorno a Indian Wells e dopo aver superato il primo turno (con il qualificato O’Connell), riuscirà a mettere in difficoltà il n. 5 del mondo? Musetti, dal canto suo, ha tutte le doti tecniche per impedirglielo…