Il n.2 del mondo affronta per la prima volta la stellina carioca, n.35 ATP, per un posto nei quarti. Considerato da tempo il “piccolo Jannik”, Joao si è sempre ispirato al fuoriclasse azzurro

Succederà nel deserto californiano. Jannik Sinner e il nuovo fenomeno del circuito Joao Fonseca si affronteranno per la prima volta per un posto nei quarti di finale nel primo ‘1000’ della stagione. Una sfida che ha un grande significato per il 19enne di Rio de Janeiro, attuale n.35 ATP che, da quando si è messo in luce nel tour, ha mostrato grandi affinità nella tecnica e nella mentalità con il campionissimo azzurro, tanto da meritarsi il soprannome di “Sinnerzinho”.
Già, il “piccolo Sinner” è molto simile a quello più grande: innanzitutto per la struttura corporea, entrambi sono alquanto snelli e quasi della stessa altezza, anche se il brasiliano è forse un po’ più robusto nella parte superiore del corpo. I due, inoltre, hanno in comune diversi aspetti tecnici, poiché anche Joao è dotato di un potente servizio e di un dritto e rovescio bimane molto aggressivi e penetranti. Anch’egli picchia forte da fondocampo imponendo grande pressione e ritmi forsennati agli avversari ma non disdegna, al bisogno, ottime soluzioni di tocco, proprio come Jannik. Per non parlare dell’atteggiamento mentale: alla stregua di Sinner, Fonseca si distingue per calma e tranquillità anche se ha ammesso, tempo fa, di essere molto più emotivo dell’azzurro.
E poi quell’affinità elettiva nata a Torino, nel 2023, quando Joao ha fatto da sparring a Sinner, impegnato nelle ATP Finals. L’altoatesino gli aveva infatti consigliato di non iscriversi al College in America ma di continuare nel circuito professionistico visto l’altissimo livello di gioco che stava già esprimendo il brasiliano. Detto, fatto. Dal 2024 Fonseca è passato al professionismo e, in pochi mesi, ha guadagnato quasi 600 posizioni in classifica per giungere, nel 2025, alla 24esima posizione mondiale, suo best ranking, per ora. Joao è seguito sin da ragazzino dal coach brasiliano Guilherme Teixeira, che egli considera quasi come un padre.
Dopo aver vinto il torneo junior dello US Open 2023 (vittoria in finale con Tien, anch’egli impegnato agli ottavi di Indian Wells con Davidovich Fokina), il tennista di Rio è diventato n. 1 del mondo della categoria. In seguito, proprio come Jannik, il suo primo successo di rilievo è avvenuto alle NextGen ATP Finals (ancora battendo Tien in finale) nel 2024, a Jeddah, vittoria che gli ha dato lo slancio, nel 2025, per i due titoli conquistati finora, a Buenos Aires (finale vinta contro F. Cerundolo) e a Basilea (contro Davidovich Fokina), in cui ha confermato grandi abilità sia sulla terra che sul cemento indoor. La sua prima vittoria in un ‘500’, a Basilea, è stata particolarmente significativa per Joao, essendo avvenuta nel “giardino di casa” di Roger Federer, il suo grande idolo d’infanzia insieme a Guga Kuerten. Una curiosità: Fonseca indossa in campo gli outfit della “On”, il brand di cui è azionista lo stesso Federer.
A Indian Wells, il tennista carioca ha raggiunto per la prima volta in carriera gli ottavi in un Masters 1000, diventando il primo brasiliano a riuscirci dopo Monteiro (Roma, 2024) e il primo a farlo in California dopo Thomaz Bellucci (2012). Giunge allo scontro con Sinner dopo aver superato Collignon, Khachanov – contro il quale ha salvato due matchpoint – e Paul. “Ci impegnamo duramente per affrontare i migliori giocatori al mondo, è un privilegio poter sfidare Sinner”, ha affermato Joao dopo il successo contro l’americano, lui che ormai da tempo è considerato il tennista che più di tutti potrebbe infilarsi nel duopolio Sinner-Alcaraz: “Non serve dire quanto sia forte Sinner, lui e Carlos stanno vincendo tutto. Contro Jannik cercherò di mettere molta pressione. Sarà un piacere giocare con lui”.
Sì, Jannik e Carlos per ora sono di un altro pianeta. Dall’inizio della stagione 2026, ad esempio, lo spagnolo non ha mai perso e giunge agli ottavi nel “tennis paradise” con un bilancio di 14 vittorie e zero sconfitte. Quanto a Jannik, anche lui continua imperterrito a scrivere capitoli di storia del tennis poiché, grazie al successo contro Shapovalov in California, ha raggiunto Fabio Fognini con 96 vittorie in un ‘1000’; il ligure, infatti, era l’azzurro con il maggior numero di partite vinte nei tornei della stessa categoria. Sinner, vincitore, per ora, di cinque titoli ‘1000’, va a caccia dell’unico torneo della categoria sul cemento che ancora manca al suo palmares, nonché del 25esimo sigillo tout court. Si è issato agli ottavi di Indian Wells per la quinta volta in carriera; finora vi ha disputato due semifinali, nel 2023 e 2024, in entrambe battuto da Alcaraz.

