Il duopolio nel circuito tra Sinner e Alcaraz è sempre più evidente. I due tennisti stanno regalando grandi emozioni ai tifosi di tutto il mondo.

Foto di Ray Giubilo
Atto n. 16, sesto dell’anno e quarta finale maggiore stagionale tra i protagonisti della nuova diarchia del tennis. Terza finale consecutiva al torneo dei Maestri per Jannik, la prima per Carlos. Dall’inizio del torneo, l’azzurro non ha mai concesso il servizio in 59 turni di battuta. Due uomini soli al comando. Sinner e Alcaraz si giocano in finale il posto da Maestro assoluto, confermando un duopolio che non ha lasciato scampo agli altri avversari sui grandi palcoscenici della stagione.
In realtà, qualunque sia il risultato di domenica a Torino, avrà vinto il “Sincaraz”, la supremazia di due fenomeni che, nella scia di Federer, Nadal e Djokovic, hanno imparato a giocare un tennis di un altro pianeta. Infatti, per la prima volta nell’Era Open, due stessi giocatori si sfidano in finale in quattro grandi tornei consecutivi tra Slam e Masters. Un dato pazzesco, pubblicato su “X” da Jeu, Set & Maths, riassume l’attuale diarchia del tennis: dall’inizio della stagione 2024, Sinner e Alcaraz hanno disputato 19 tornei in comune, dividendosi 18 titoli! L’eccezione? A Madrid 2024, dove nei quarti Sinner ha dato forfait e Alcaraz ha perso con Rublev; e, forse, la spartizione dei titoli sarebbe stata ancora più importante se non ci fossero stati i tre mesi di stop di Jannik.
N. 1 e n. 2 del mondo, quest’anno si incontrano in finale al torneo dei Maestri per la prima volta dopo il 2016, quando allora si sfidarono Djokovic e Murray. Nel 2025, Jannik e Carlos hanno conquistato tutti i titoli maggiori: Sinner ha vinto in Australia nell’unica finale in cui non c’era lo spagnolo (con Zverev); poi, sempre loro al Roland Garros, Wimbledon, US Open ed ora anche a Torino. A 22 e 24 anni, questi numeri 1 del tennis e dello sport mondiale si affrontano per la 16esima volta, con Carlitos in vantaggio per 10-5; un dato, però, che conta fino a un certo punto. Quest’anno si sono sfidati cinque volte in cinque finali: Carlos ha alzato il trofeo a Roma, al Roland Garros, a Cincinnati (per ritiro di Jannik) e allo US Open; Jan, invece, ci è riuscito a Wimbledon. Attenzione, però: i due non si scontrano al coperto dal loro primo match, a Parigi 2021, in cui vinse lo spagnolo.
C’è da dire che, finora, il tennis al coperto è stato il tallone di Achille dello spagnolo mentre Jannik ci è sempre andato a nozze. Ora Carlos sembra averci fatto pace del tutto anche se Sinner, su questi campi, resta comunque leggermente favorito; basti pensare che per l’azzurro si tratta della terza finale consecutiva alle Finals e che, dei suoi 23 titoli vinti in carriera, nove vittorie sono state conquistate al coperto. Nel palmares di Carlos, invece, tra i 24 allori, ce n’è soltanto uno indoor, Rotterdam 2025.
Sinner è riuscito ad inanellare sette finali maggiori tra Slam e Masters, dallo US Open 2024 alla Finals 2025: è la terza striscia più lunga dopo Federer (13 finali, da Wimbledon 2005 al Masters 2007) e Djokovic (8 finali, dal Masters 2014 al Roland Garros 2016). L’altoatesino gioca a Torino la decima finale dell’anno su dodici tornei giocati, ne ha vinti cinque: Australian Open, Wimbledon, Pechino, Vienna e Parigi. Carlos, dal canto suo, disputa a Torino la sua 11esima finale di stagione e, sempre nel 2025, ha conquistato otto sigilli: Rotterdam, Montecarlo, Roma, Roland garros, il Queen’s, Cincinnati, US Open e Tokyo. Se abbracciasse il trofeo dei Maestri, diventerebbe il primo tennista con nove titoli stagionali dopo Andy Murray (2016).
Come detto, Sinner si è issato quest’anno in tutte le finali Slam e in quella delle ATP Finals, exploit che era riuscito prima di lui soltanto a Federer (2006-2007) e a Djokovic (2015, 2023). A 24 anni, Jannik è il più giovane a raggiungere tre finali consecutive alle Finals dopo Hewitt (23anni), nel 2004. Quest’anno, l’azzurro non ha mai ceduto il servizio all’Inalpi Arena e raggiunge così Novak Djokovic (2018) per essere l’unico giocatore ad approdare in finale senza subìre break in un’edizione delle Finals. E anche per questo – un servizio finora inscalfibile – Jan si pone in leggero vantaggio su Carlos che, invece, prima di arrivare in finale ha concesso comunque un set a Fritz, nel secondo match di round robin.
Con i suoi 18 set vinti a Torino, Jannik conquista il maggior numero di set consecutivi al Masters dal 1990; è seguito da Sampras e Federer (16). Qualora vincesse domenica, otterrebbe la decima vittoria consecutiva all’Inalpi Arena dal 2024, la 31esima indoor; in caso di sconfitta, a 30 successi di fila al coperto è comunque al terzo posto dopo Djokovic (35) e Federer (33), dal 1990. Nell’Era Open, invece, la striscia più lunga indoor spetta a McEnroe, a quota 47. L’azzurro è, ad oggi, a 57 vittorie stagionali al cospetto di sole 6 sconfitte, quattro delle quali per mano di Alcaraz.
Lo spagnolo invece detiene il primato stagionale di 71 partite vinte, con sole 8 sconfitte. Il terzo in classifica è De Minaur, a quota 56. Un altro dato impressionante per questi due fenomeni è che, dall’inizio di agosto, Jannik ha ottenuto 31 vittorie in 34 match e Carlos 23 in 25 match. Segue il rush finale di Auger-Aliassime, con 24 successi in 30 sfide. Ad oggi, tra i vari sigilli, Sinner annovera in bacheca quattro Slam e 1 Master di fine anno; Carlos vanta sei titoli Major e corre, domenica, per il suo primo successo da Maestro.

