Sono passati dodici mesi dal torneo che ha svelato al mondo Terence Atmane, che in un’intervista a ‘L’Equipe’ ha raccontato un aneddoto piuttosto inquietante

In questi giorni si sta svolgendo il torneo del Cincinnati Open, che lo scorso anno ha visto esplodere il fenomeno Terence Atmane. Partito dalle qualificazioni, il francese si era spinto fino in semifinale dove mise in difficoltà per un set il nostro Jannik Sinner. L’incredibile risultato ottenuto in Ohio ha stravolto la carriera di Atmane, vuoi per la possibilità di programmare al meglio la stagione e vuoi per una popolarità che è esplosa letteralmente da una settimana all’altra.
Popolarità che però, a volte, rischia di avere degli ‘effetti collaterali’. A raccontarli è lo stesso Atmane, in una recente intervista concessa a ‘L’Equipe‘ e che risale all’ultima edizione degli Internazionali d’Italia. “Una volta, a Roma, ero spaventato. Avevo notato alcuni tifosi che si aggiravano sempre fuori dal mio hotel. Pensavo che mi stessero seguendo, niente di che”. Fin qui tutto apparentemente normale – per quanto può esserlo pedinare un atleta fin sotto il proprio albergo – ma poco dopo aggiunge alcuni particolari inquietanti. “Ma poi, uno di loro ha bussato alla mia porta. Quello che è successo è che ho scoperto che aveva messo un AirTag in una borsa che ha lasciato alla mia attenzione“. L’AirTag è un dispositivo di Apple che consente di geolocalizzare l’esatta posizione in cui si trova, solitamente però usato per scopi ben differenti. Fortunatamente il fan in questione non aveva cattive intenzioni, ma è stato utile per far capire ad Atmane di essere più cauto. “Mi sono sentito un po’ stupido, lì in piedi sulla porta, di fronte a questo tizio che ha iniziato a raccontarmi la sua vita per dieci minuti. Non sapevo come reagire ed ero un po’ spaventato: non si sa mai come reagirà la gente. Ora sono più cauto“.

