Il fuoriclasse spagnolo è venuto fuori da una battaglia epica contro Sascha Zverev sulla Rod Laver Arena, dimostrando ancora una volta tutta la sua forza mentale

Foto di Ray Giubilo

Una battaglia destinata a restare impressa nella storia degli Australian Open. Carlos Alcaraz e Alexander Zverev hanno dato vita ad una battaglia davvero titanica sulla Rod Laver Arena nella prima semifinale maschile, sfiorando le 5 ore e mezza di gioco e regalando a tutti gli appassionati un turbinio di emozioni. Dopo le chance sprecate da Sascha nel secondo set e i crampi di Carlitos nel terzo, il match è arrivato al quinto parziale e lì il tedesco ha avuto il colpo in canna con un break di vantaggio. Il numero 3 del mondo ha tremato quando è andato a servire per il match, consentendo allo spagnolo di ribaltare un’altra volta l’inerzia e raggiungere la sua prima finale ‘Down Under’.

In conferenza stampa, il 22enne di Murcia ha evidenziato quanto sia stata dura: “Non c’è dubbio che sia stata una delle partite più impegnative di tutta la mia carriera. Abbiamo spinto il nostro corpo al limite e il livello di gioco è stato altissimo, specialmente nel quinto set. La considero una delle mie vittorie più speciali in assoluto.” Il numero 1 del mondo non accetta l’idea di arrendersi: “Quando ero più giovane, c’erano dei momenti in cui non lottavo come avrei dovuto. Con il passare del tempo, ho capito che non volevo più provare quella sensazione. Ogni secondo di sofferenza in campo vale la pena. Ho sempre creduto di poter rimontare e non ero intenzionato ad arrendermi.”

Il sei volte vincitore Slam si è soffermato anche sul suo problema fisico: “Ho sentito un fastidio all’adduttore della gamba destra. Non pensavo che si trattasse di crampi, ecco perché ho chiamato il fisioterapista. Tuttavia – forse a causa dello stress e della tensione – ho iniziato ad avvertire crampi in tutto il corpo. Devo analizzare ciò che è successo per evitare che accada nuovamente. Sono stato bravo a restare paziente e ad aspettare che i crampi si placassero. Essere così teso e nervoso ha influenzato negativamente la mia condizione fisica.”

L’iberico avrà circa 48 ore di tempo per recuperare in vista della finale di domenica: “Questa situazione mi ricorda molto quello che fece Rafa Nadal nel 2009, quando giocò quella partita incredibile contro Fernando Verdasco in semifinale e poi sconfisse Roger Federer in cinque set in finale. Non dico che io farò lo stesso, ma sono sicuro che l’adrenalina mi farà sentire di meno la stanchezza. Darò il massimo per arrivare alla finale nelle migliori condizioni possibili.”