Il numero 1 del mondo continua ad essere imbattuto in questa stagione e avrà la chance di sollevare un altro trofeo quest’oggi, ma attenzione a Fils

Foto di Paul Zimmer

Carlos Alcaraz continua a brillare in questo inizio di stagione e non vuole proprio saperne di assaporare il gusto amaro della sconfitta. Il numero 1 del mondo – reduce dal sensazionale trionfo agli Australian Open – è arrivato in finale anche all’ATP 500 di Doha e se la vedrà con il francese Arthur Fils per il titolo. La cavalcata del fuoriclasse spagnolo in Qatar non è stata esente da momenti difficili, ma il sette volte vincitore Slam ha ormai acquisito una fiducia tale da non spaventarsi di fronte a niente. I russi Karen Khachanov e Andrey Rublev hanno sfoderato ottime prestazioni contro di lui nei quarti e in semifinale, ma il 22enne di Murcia è riuscito a fare la differenza nei momenti decisivi mostrando tutta la sua classe.

In conferenza stampa, Alcaraz ha commentato la sua prestazione con grande lucidità: “Devo ammettere che è stata una partita molto dura. Andrey è senza dubbio uno dei giocatori più potenti del circuito, forse il più potente in assoluto. Il suo dritto è impressionante e non è facile reggere il suo ritmo da fondo campo. Oggi ho dovuto correre più del solito, ma sono contento di aver vinto in due set e non vedo l’ora di giocare la mia prima finale qui a Doha.”

L’iberico affronterà un giocatore in ottima forma come Fils: “Cercherò di presentarmi in campo nelle migliori condizioni possibili. Non farò nulla di diverso rispetto ai giorni precedenti e vedremo cosa succederà. Sono orgoglioso di avere la chance di sollevare il trofeo qui a Doha, alla mia seconda partecipazione. Sarà una finale tosta e sono già emozionato, non vedo l’ora di competere davanti a questo fantastico pubblico.” Carlos ha riflettuto anche sulla sconfitta di Jannik Sinner nei quarti: “Sono rimasto sorpreso dalla sua eliminazione, non posso negarlo. Al tempo stesso, conosco il livello dei giocatori e ce ne sono molti pericolosi in certe giornate. Il loro limite tende ad essere la continuità di rendimento, ma quando giocano al loro meglio possono battere chiunque.”

Il numero 1 del mondo viene spesso equiparato ai Big 3, che hanno fatto la storia del tennis infrangendo qualsiasi record possibile. “Ammiravo Roger Federer e Rafael Nadal quando ero un bambino, ma crescendo ho affinato il mio stile personale. Ho capito quale fosse la mia essenza di tennista e l’ho allenata. Ora mi viene tutto con estrema naturalezza. Non mi stupisce che si facciano dei paragoni con i Big 3, ma credo che ognuno abbia il proprio stile e il proprio percorso. Non è possibile andare avanti copiando qualcun altro” – ha chiosato lo spagnolo.