L’ex numero 1 del mondo tornerà a giocare nella capitale cinese a distanza di ben undici anni dall’ultima volta

Erano emersi tanti dubbi su Novak Djokovic dopo l’accoppiata Cincinnati-US Open, che aveva mostrato una versione della leggenda serba in netta difficoltà (per usare un eufemismo). L’ex numero 1 del mondo non era andato oltre il secondo turno né in Ohio né a New York, dando evidenti segnali di cedimento e vomitando più volte durante le pause. Gli argentini Tirante e Navone ne hanno approfittato per cogliere la vittoria più importante della loro carriera, mentre il 39enne serbo aveva ammesso che non sapeva se poteva andare avanti in quel modo.
Ci si chiedeva se e quali tornei Nole avrebbe giocato da qui alla fine della stagione. Come negli anni passati, la schedule di Djokovic è stata ridotta all’osso anche nel 2026 e la sua attenzione si è focalizzata quasi esclusivamente sugli Slam. Ecco perché la notizia della partecipazione di Novak all’ATP 500 di Pechino – che scatterà il 30 settembre – ha sorpreso sia i fan che gli addetti ai lavori. Il 24 volte vincitore Slam ha avuto un feeling incredibile con la capitale cinese in passata, se si considera che ha sollevato il trofeo in ben sei occasioni (con un bilancio pazzesco di 29 vittorie e zero sconfitte), ma non si recava a Pechino da undici anni (vale a dire dall’edizione 2015).
“Sono molto felice di tornare a Pechino dopo tanti anni” – ha detto Djokovic confermando la sua presenza nella capitale cinese a fine mese. “Non vedo l’ora di scendere in campo in uno dei tornei più importanti per la mia carriera e con cui condivido diversi momenti fantastici” – ha aggiunto il veterano di Belgrado. Restano da capire le ragioni di questa scelta: Nole vuole salutare i tifosi cinese per l’ultima volta (magari dopo aver ricevuto un lauto ingaggio) oppure intende giocare più tornei per riabituare il suo fisico a determinati sforzi? Presto ne sapremo di più.

