La leggenda svizzera ha messo l’ultimo tassello su una carriera grandiosa che lo ha reso uno dei migliori atleti di ogni epoca

Roger Federer ha fatto ufficialmente il suo ingresso nella International Hall of Fame, mettendo l’ultimo tassello su una carriera grandiosa che lo ha reso uno dei migliori atleti di ogni epoca. Durante la sua apparizione allo US Open qualche giorno fa, tutti si sono accorti di quanto il Re sia ancora amato e la folla oceanica situata all’esterno dell’Arthur Ashe Stadium in attesa del suo match di esibizione ha fatto il giro del mondo diventando virale. Non ci sono dubbi sul fatto che il 20 volte vincitore Slam sia il tennista più popolare che il nostro sport abbia mai avuto.
Nel giorno del suo ingresso nella Hall of Fame, la leggenda svizzera ha raccontato il proprio viaggio nel mondo del tennis e ha invitato i giovani a credere sempre nei loro sogni. “Mi sono goduto ogni singolo istante di questa avventura iniziata nel lontano 1998. Da quel giorno fino al 2022, ho giocato oltre 4000 set e in ognuno di questi ho cercato di esternare il mio amore per il tennis. Ovunque giocassi, le persone mi hanno sempre fatto sentire a casa. Il tennis è qualcosa di bello e complesso, per me ha rappresentato tutto” – sono state le parole dell’ex numero 1 ATP.
Il Maestro di Basilea ha proseguito: “Non riesco ancora a credere che qui, accanto ai miei idoli di infanzia, ci sia posto anche per me. Si chiama Hall of Fame, ma la fama non è mai stata il mio principale obiettivo. Ho avuto l’onore di giocare negli stati più importanti del mondo, ma quando chiudo gli occhi mi rivedo a 13 anni, a Basilea, mentre facevo il raccattapalle al torneo. Sono stato un fan prima di diventare un giocatore, e resterò sempre un grandissimo appassionato di tennis.”
Nell’ultima parte del suo discorso, Federer ci ha tenuto a ringraziare tutte le persone che hanno contribuito al suo successo. Menzioni speciali per il suo primo coach Peter Carter, tragicamente scomparso nel 2004, e per il suo storico preparatore atletico Pierre Paganini, senza dimenticare i vari Peter Lundgren, Stefan Edberg,Ivan Ljubicic e Severin Luthi. “Nella mia personale Hall of Fame ci sono anche leggende come Boris Becker, Pete Sampras, John McEnroe, Martina Navratilova e Martina Hingis, capace di diventare numero 1 del mondo a 16 anni a differenza mia.”

