Il tennista romano ha spiegato ai microfoni di Ubitennis la prematura sconfitta in Canada, dovuta in parte a un problema che si porta dietro da settimane

A Montreal è arrivata la seconda sconfitta consecutiva per Flavio Cobolli, che in Canada si è visto costretto a cedere il passo a Yannick Hanfmann in due tie-break. Dopo l’ottimo periodo vissuto tra Parigi e Londra, il tennista romano nelle ultime settimane sembra fare fatica a ritrovare la migliore condizione. Proprio in questo senso, a Ubitennis Cobolli ha raccontato di soffrire di un problema di tosse da qualche tempo. “Ho da tre settimane questa tosse che mi impedisce di respirare come vorrei e di recuperare come vorrei dopo uno scambio. Faccio fatica a dormire e quindi ho questo problema che non riesco a risolvere“.
La speranza è che le cose possano migliorare con il passare dei giorni, soprattutto considerando quanto sia complicato adattarsi alle condizioni di gioco presenti in nord America per chi proviene dall’Europa. “Credo che intanto siano stati giorni difficili. Ha piovuto tanto ed è stato difficile ambientarsi per chi veniva dall’Europa; secondo me non tutti ci sono riusciti, o meglio, c’è chi ci è riuscito di più e chi meno“. Infine, Flavio sottolinea come la pressione non sia un fattore determinante in questo periodo di flessione, e che ha imparato a convincerci. “Dopo la Davis le aspettative su di me erano molto alte, ma credo che dopo un anno del genere, anche se dovesse esserci un po’ di pressione o più di quella del dovuto, io riesca a conviverci abbastanza bene.”

