Sia in campo maschile che in quello femminile ci sono diversi grandi giocatori che dovranno passare per le qualificazioni a NY, a meno che non ricevano una wild card

Foto di Ray Giubilo

Manca ancora più di un mese all’inizio degli US Open, al via domenica 30 agosto a Flushing Meadows, ma in queste ore è stata pubblicata l’entry list. Nessuno vuole fallire l’appuntamento con l’ultimo Major della stagione, che lo scorso anno aveva incoronato Carlos Alcaraz in campo maschile e Aryna Sabalenka in quello femminile. In attesa che gli organizzatori annuncino le wild card per l’edizione 2026, ci sono diversi giocatori di alto rango che potrebbero essere costretti a giocare le qualificazioni a New York.

Il primo nome che balza agli occhi è senza dubbio quello di Jack Draper, ex numero 4 del mondo e semifinalista qui nell’edizione 2024. Il tennista britannico è precipitato nel ranking a causa dei ripetuti infortuni e sta cercando in tutti i modi di ritrovare un minimo di continuità, facendosi aiutare da una leggenda del calibro di Andy Murray. Altri campioni illustri che avranno bisogno di una wild card per accedere direttamente al main draw sono Stan Wawrinka e Grigor Dimitrov, recentemente protagonisti sull’erba di Wimbledon. Lo svizzero ha trionfato agli US Open esattamente dieci anni fa e sta attraversando l’ultima stagione della sua carriera, mentre il bulgaro si è distinto a Londra raggiungendo gli ottavi.

Nel tabellone femminile, la medaglia d’oro olimpica Zheng Qinwen ha fallito l’opportunità di scalare la classifica se avesse ottenuto un buon piazzamento ad Atene. La sua prematura eliminazione in Grecia la costringerà sicuramente a dover disputare le qualificazioni a NY, a meno di un’improbabile wild card. Lo stesso discorso vale per l’ex campionessa degli US Open Bianca Andreescu e per l’ex vincitrice degli Australian Open Sofia Kenin, entrambe lontanissime dai fasti di un tempo. Da notare come nella lista delle ‘alternates’ compaia anche il nome di Marketa Vondrousova, a cui è stata inflitta una sospensione di quattro anni per aver rifiutato un controllo antidoping.