Il pagellone di questa edizione di Wimbledon: dai vincitori, alle sorprese, fino alle delusioni

Foto di Ray Giubilo

Le nostre pagelle dopo due settimane di gran tennis su erba.

10 (E LODE) SINNER E NOSKOVA
Dopo Parigi, era lecito avere qualche dubbio sulla tenuta di Jannik, che invece è cresciuto partita dopo partita, ha dato probabilmente il meglio di sé contro Djokovic mentre in finale ha resistito al bombardamento di Zverev fino al momento di prendere il sopravvento.E così è arrivato il 5° Slam. Da parte sua, Noskova ha centrato le due settimane della vita. Non è un’usurpatrice – ha 21 anni e gioca un bel tennis – solo l’ennesima sorpresa del tennis femminile di vertice. Ma potrebbe non essere la sua ultima grande vittoria.

9 ZVEREV E FERY
E’ un altro Zverev, si diceva in tribuna stampa. E infatti Sascha ha messo paura a Sinner per un paio d’ore prima di calare. E comunque la vittoria del Roland Garros sembra averlo davvero liberato dai suoi complessi. ll buon Fery ha scritto la favola del torneo: entrato grazie a una wild card, da numero 114 del mondo abituato a giocare solo i tornei Challenger, ha battuto gente come Bergs, Dimitrov e Cobolli, prima di cedere onorevolmente in semifinale a Zverev.

8 DJOKOVIC E MUCHOVA
Nole è il campione che non poteva fare di più, c’è il suo nome nella più bella partita del torneo, contro Auger Aliassime nei quarti. Karolina è la (quasi) campionessa che invece doveva fare di più. Eccellente fino alla finale, ha mostrato troppe pause contro Noskova. Avrà un’altra chance di vincere uno Slam?

7 KOSTYUK, PAOLINI, OSAKA
Marta ha confermato la sua ottima forma attuale (da aprile ha vinto 22 delle 24 partite giocate), Jasmine è sembrata a sprazzi quella del 2024, si attendono conferme. E Osaka, strapazzando Sabalenka, finalmente ha fatto parlare di sé non soltanto per i vestiti indossati all’ingresso in campo.

6 COBOLLI, GAUFF, BERRETTINI
Per Flavio e Coco, bene il piazzamento, male l’interpretazione delle due partite perse. Contro Fery, Cobolli si è sciolto alle prime difficoltà, senza opporre grossa resistenza. Peccato perché le semifinali sembravano a portata di mano. E Gauff ha buttato all’aria l’ingresso in finale con quella incomprensibile smorzata sul match point contro Muchova. Berrettini è sembrato in ripresa dopo l’infortunio di Parigi, contro Dimitrov non ha avuto la cattiveria sufficiente per completare la rimonta.

5 MENSIK, JODAR, FONSECA
Tre giovani di sicuro avvenire che hanno tutti e tre steccato: Mensik si è fatto sorprendere al secondo turno da Dimitrov, Jodar e Fonseca hanno resistito una partita in più perdendo da favoriti contro Mochizuki e Safiullin.

4 MEDVEDEV
Nei tre tornei giocati quest’anno sull’erba, si è arreso regolarmente alla terza partita. Però perdere contro Struff per tre set a zero dopo essere stato in vantaggio di un break in tutti e tre i set è troppo.

3 SHELTON
Reduce dalla vittoria sull’erba di Stoccarda, Ben ha rovinato tutto facendosi battere al primo turno dal redivivo Virtanen. E Wimbledon resta stregato per il numero 5 del mondo.

2 SABALENKA E RYBAKINA
Continua il pessimo momento delle prime due del ranking. Aryna, che negli ultimi cinque tornei non è mai arrivata in finale, dopo Parigi ha fallito anche a Londra, facendosi battere negli ottavi da Osaka. La Rybakina avrebbe potuto approfittarne per scavalcarla al comando del ranking ma è uscita al terzo turno contro Mertens.

1 SWIATEK
Si sapeva che sarebbe stato quasi impossibile ripetere il trionfo di un anno fa, ma arrendersi al terzo turno è davvero poca cosa. Iga non riesce a uscire dal labirinto dove è costretta da tempo, intanto è scivolata in ottava posizione nel ranking.

SV SERENA WILLIAMS
Il suo ritorno ha dominato l’attenzione generale dei primi giorni di torneo. Ha giocato, ha lottato, ha perso, si è fatta anche male tanto da dover rinunciare anche al doppio con Venus. Perché l’ha fatto davvero? La vedremo ancora in campo, magari agli Us Open? Interrogativi finora senza risposte.