Il tennista serbo ha ottenuto sul Centre Court una delle vittorie più sofferte degli ultimi anni, piegando la resistenza di Felix Auger-Aliassime dopo 5 ore e 15

Foto di Ray Giubilo

Novak Djokovic sembra aver fermato lo scorrere del tempo, e sul Centre Court di Wimbledon si è reso protagonista di un’altra incredibile storia. Sono serviti cinque set e 5 ore e 15 di match per piegare la resistenza di Felix Auger-Aliassime, per conquistare la quindicesima semifinale sui prati dell’All England Club, che lo vedrà contrapposto a Jannik Sinner nella giornata di venerdì. “Come l’ho vinta? Con una racchetta, tanto cuore e gestendo i nervi – racconta Djokovic nell’intervista in campo – al tie-break del quinto potevamo vincerla entrambi. È per momenti come questo che continuo a giocare a tennis”.

Un match dove Djokovic ha dovuto combattere anche contro sé stesso, in un dialogo continuo – e non sempre pacifico – con il proprio angolo. “Avrei voluto che i miei figli fossero a letto dopo il quarto set, per non sentire quello che ho detto, ma è stata una delle mie vittorie più belle e sono contento siano rimasti“. Poi il solito lato ironico, che prova a nascondere un pizzico di preoccupazione per recuperare adeguatamente dagli sforzi di questo match. “Magari fosse la finale, non dovrei giocare di nuovo (ride, nda). Sono curioso di vedere come reagirà il mio corpo, ma sono contento di averla vinta“,

Quando gli viene fatto notare che quella di venerdì sarà la semifinale numero 55 a livello Slam, Djokovic risponde secco. “Per me è soltanto un’altra semifinale, guarderò i numeri a fine carriera”. Il boato del pubblico accompagna il serbo mentre esce dal campo, consapevoli di aver assistito all’ennesima prova di un giocatore senza tempo.