Il neo vincitore del Roland Garros è tornato a parlare della vittoria dinanzi i media tedeschi.


Photo © Ray Giubilo

La vittoria del Roland Garros di Alexander Zverev è arrivata in maniera per certi versi inattesa ed il tedesco è riuscito a trovare la quadra dopo anni in cui non riusciva a portare a casa il titolo Slam. L’atleta tedesco, numero 3 del ranking Atp, ha rilasciato un’interessante intervista ai microfoni di Sky Deutschland ed ha parlato a riguardo di tanti temi, ecco le sue parole: “Credo che ci siamo meritati questa vittoria in modo onesto. Molte persone commentavano con l’infortunio di Alcaraz o l’eliminazione di Sinner ma negli anni ho avuto tanta sfortuna nei tornei del Grande Slam, penso che in fondo sia normale avere un pò di fortuna in carriera e credo di averla meritata”.

Il tennista ha poi proseguito: “Negli ultimi 10 anni ho fatto molto per vincere un torneo del Grande Slam, non si può mai essere sicuri al 100 % di vincerlo, soprattutto perchè in questi anni ci sono stati tanti grandi atleti. Prima c’erano Djokovic, Nadal e Federer mentre ora ci sono Alcaraz e Sinner e non hai mai la garanzia di vincere. Sono felice di essermi sbloccato e aver vinto finalmente questo titolo. Ho ricevuto tanti messaggi di altri tennisti e colleghi e saperli felici per me è stato molto importante. Lo considero come qualcosa di speciale”.

Un momento non semplice da affrontare per Zverev è arrivato quando Jannik Sinner è stato eliminato a sorpresa da Parigi. L’azzurro era il grande favorito per il Roland Garros e la sua sconfitta ha spostato la pressione su Sascha che ha svelato: “Ho cercato di fingere e ho mentito a me stesso, ma ora posso essere onesto. Quando Sinner ha perso non ho dormito per tutta la notte. Per fortuna poi ho giocato il pomeriggio contro Halys e quindi ho riposato in mattinata. Ma prima del mio match è stato sconfitto anche Djokovic, ero teso e non a mio agio, contro Halys ho giocato la mia peggior partita al Roland Garros”

E infine: “Come mi sono convinto? Beh, dovevo farlo. Non potevo andare in conferenza e dire che ero terrorizzato e molto teso. Non mi avrebbe aiutato e non avrebbe aiutato nessuno, forse i miei avversari. Se ripeti una cosa per mille volte alla fine ci credi, cosi ci ho creduto fin dai Quarti di finale. Era tutta una questione psicologica”.