Il tedesco visibilmente sollevato e felice dopo il suo primo successo Slam

Foto di Ray Giubilo

PARIGI – La guarda. l’accarezza, se la stringe addosso. Zverev sembra non volersi staccare dalla Coppa dei Moschettieri, il primo titolo Slam vinto a 29 anni dopo tante delusioni e tre finali perse. Dal 1937 un tedesco torna a trionfare a Parigi (l’ultimo fu Henner Henkel), mentre l’ultimo successo in uno Slam risaliva a trent’anni fa, alla vittoria di Becker in Australia. «Per prima cosa voglio fare i complimenti a Flavio – le prime parole di Sascha – hai giocato un torneo straordinario e una bellissima partita, la prima tanto importante. Sono convinto che presto alzerai un trofeo dello Slam. Per me vincere qui è qualcosa di speciale, su questi campi ho vissuto momenti molto belli e altri tristi e dolorosi (l’infortunio gravissimo ai legamenti del piede destro durante la semifinale con Nadal del 2022, ndc) questo trofeo azzera tutto». Poi il saluto al suo staff: «Sapete – scherza – la permanenza di questo gruppo è forse un record… C’è mio padre, naturalmente (Alexander senior, ndc) che mi segue da 29 anni, poi mio fratello Mischa, il fisioterapista lavora con me da dodici anni, c’è anche il mio amico Marcelo Melo che guarda le mie partite da tanto… Insomma un bel gruppo, che ha attraversato tutta la mia carriera. E finalmente mi vede vincitore di uno Slam…».