Le parole del tennista romano a margine del forfait di Matteo Arnaldi, che gli ha consegnato la prima finale in uno Slam

PARIGI – «Per prima cosa, vorrei ringraziarti per il grandissimo torneo fatto, che è stato di ispirazione per tutti noi. Sapevamo dell’infortunio, hai giocato e lottato per tante ore, dimostrando il tuo valore. Matteo, sei un grandissimo atleta e un eccellente professionista, cerco di imitarti nel comportamento fuori del campo. Mi dispiace non poterti affrontare, sarebbe stata un’altra grande battaglia, sono sicuro che ci rivedremo presto». Da ragazzo educato e gentile quale è, Flavio Cobolli ha voluto cominciare la conferenza stampa con una dedica al suo malconcio rivale, che gli sedeva accanto. «Quando mi ha detto che non era in grado di scendere in campo – ha continuato poi Flavio – mi è venuto quasi da piangere per lui. Adesso mi sento triste e felice al tempo stesso, la finale che giocherò domenica e il mio ingresso nella Top Ten sono traguardi di tanti anni di lavoro. Ricordo bene quando mio padre disse a un membro dello staff che non sarei mai andato più avanti della trentesima posizione nel ranking, glielo faccio pesare in continuazione… Ora vado ad allenarmi (sullo Chatrier, con tanti spettatori ad assistere, ndc) devo mettere altra benzina nel mio tennis, anche senza la tensione di una partita vera. Poi andrò nel solito ristorante, non quello di Arnaldi…, e festeggeremo il 10° posto in classifica». Che potrebbe anche diventare un clamoroso 5° posto, nel caso battesse domenica il suo grande amico Zverev (3-1 per il tedesco i precedenti): «Con Sascha ho un bellissimo rapporto – spiega Flavio – tra i grandi del circuito è il mio punto di riferimento preferito. Parliamo tanto, non solo di tennis, mi dà dei consigli. Ho un buon rapporto anche con il suo staff, il fratello mi ha appena regalato la maglia di Harry Kane (Zverev è un tifoso del Bayern Monaco, ndc). Poco fa ho incrociato Sascha e lui mi ha detto, “ricordati che sei amico mio…” (e ride, ndc), So che vorrebbe vincere uno Slam a tutti i costi, io però cercherò di impedirglielo, in campo non farò sconti».

