Il romano ha centrato gli ottavi al Roland Garros ed è perfettamente consapevole di avere una grande chance senza Sinner e Djokovic

Foto di Ray Giubilo

PARIGI – «Senza Sinner, ora anche senza Djokovic… sì, inutile negarlo: l’atmosfera negli spogliatoi è un po’ cambiata nelle ultime ore. Qui trionferà uno che non ha mai vinto uno Slam, lo sappiamo tutti. Io cerco di concentrarmi partita dopo partita, ma non è facile isolarsi dal resto, il tabellone lo vediamo. Si aprono spiragli imprevisti, siamo in tanti a sognare. Vincerà chi sogna di più…». Per la prima volta nella seconda settimana al Roland Garros, Flavio Cobolli, numero 14 del ranking – ma è già sicuro di salire almeno di una posizione – si gode la facile vittoria su Tien, ottenuta sul campo centrale. «Sono rimasto concentrato dall’inizio alla fine, lui era un po’ stanco ed io sono stato bravo a concedergli poco, risparmiando energie. Io credo che le partite in Davis mi abbiano aiutato ad affrontare e a gestire certe situazioni e certi campi».

Negli ottavi se la vedrà con l’inaspettato Zachary Svajda, statunitense numero 85 del mondo. Al Roland Garros non aveva mai passato le qualificazioni, quest’anno ha battuto Popyrin, Walton e a sorpresa Francisco Cerundolo, schienato in cinque set (6-3 6-4 3-6 4-6 6-3). «Lo conosco, ci siamo allenati spesso, l’ho battuto sul cemento un paio di anni fa a Delray Beach. Non l’ho mai visto giocare sulla terra, non è la sua superficie preferita, però ha battuto Francisco Cerundolo e quindi non va sottovalutato».

Flavio era stato protagonista di un simpatico siparietto a fine partita. Intervistato da Marion Bartoli, aveva risposto a una domanda sulla finale di Champions League di oggi. «Sono legato all’Arsenal di Calafiori, mio amico (e qui una bordata di fischi, ndc) ma anche al Psg di Luis Enrique, che ha allenato la mia Roma (e sono arrivati gli applausi, ndc), chedo ai tifosi solo una cosa: «Se vincete la finale non fate troppo rumore, stanotte vorrei dormire…», e giù solo applausi.