Il tennista paraguaiano, beffato dal 17enne francese al 2° turno del Roland Garros, ha utilizzato parole eccessive nei confronti della giudice di sedia Ana Carvalho

Daniel Vallejo ha avuto la chance di staccare il pass per il terzo turno del Roland Garros 2026, ma si è dovuto inchinare al 17enne Moise Kouamé dopo cinque ore di battaglia sul Suzanne Lenglen. Il paraguaiano era avanti 5-2 nel set decisivo e ha avuto la chance di servire per il match, senza però riuscire a completare l’opera di fronte ad un pubblico tutto schierato in favore del suo avversario. Il numero 71 del mondo si è lasciato sopraffare dalla tensione nel momento decisivo e non c’è dubbio che l’atmosfera casalinga abbia aiutato Kouamé, un talento destinato a far parlare molto di sé nei prossimi anni.
Intervistato da ‘CLAY‘ alla fine di una delle partite più belle del torneo, almeno finora, Vallejo non si è limitato ad esternare il suo rammarico, ma ha utilizzato parole durissime – anzi eccessive – nei riguardi della giudice di sedia brasiliana Ana Carvalho. “Incontri di questo tipo devono essere arbitrati da un uomo. Per una donna è troppo difficile” – ha esordito il tennista sudamericano. “Si tratta di un pubblico molto chiassoso e c’è bisogno della forza di un uomo affinché la situazione non degeneri. Capisco che i francesi stavano supportando un loro connazionale, ma ci sono stati degli episodi fuori luogo. Il mio avversario ne ha sicuramente tratto vantaggio.”
Secondo il paraguaiano, la giudice di sedia è stata troppo permissiva anche nei confronti di Kouamé. “Si è preso più tempo del consentito in diverse occasioni, sdraiandosi a terra o temporeggiando senza motivo. Il pubblico rumoreggiava anche per un minuto intero senza che l’arbitro intervenisse. In una partita del genere, in cui la tenuta fisica gioca un ruolo importante, avere più tempo in alcuni momenti fa tutta la differenza del mondo.” Un Roland Garros comunque eccellente quello di Vallejo, macchiato però da queste dichiarazioni evitabilissime.

