Lo spagnolo ha risposto a diverse domande su Sinner dopo la rapida vittoria contro Baez: “Sorpreso di come Jannik si sia adattato così rapidamente alla terra dopo tante partite sul cemento”

Tale Jannik, tale Carlos. Come l’azzurro, lo spagnolo non ha lasciato scampo al suo primo avversario a Montecarlo, il malcapitato Baez, travolto in un’ora e dieci minuti con lo score di 6-1 6-3. “Quanto mi mancava la terra, sono davvero felice di rigiocarci!” ha ribadito il n. 1 del mondo nella conferenza post-partita, “ed è ancora più bello ritrovarla così, visto il modo in cui ho vinto oggi!” C’è sempre grande entusiasmo nelle parole di Carlitos il quale, a differenza di Sinner, si concede maggiore libertà nel gioire pienamente delle giornate positive.
Nonostante il suo primo successo da campione uscente, Carlos ha dovuto rispondere ha diverse domande su Jannik Sinner: “Lo conosco bene, sono quasi sicuro che stia ripensando ai tornei che ha disputato l’anno scorso sulla terra e sono certo che quest’anno ci giocherà ancora meglio. Dovrò essere pronto! Lui si sente più a suo agio sul duro e io sulla terra, vedremo!”
Ma come mai Carlos è stato sorpreso della presenza dell’azzurro al ‘1000’ monegasco? “In realtà prima di un torneo mi faccio sempre tante domande e mi piace immaginare chi sarà prsente. Certo, per Jannik, Indian Wells e Miami sono stati un successo, una lunga serie di molti match; tra l’ultimo giorno di Miami e il primo di Montecarlo c’è solo una settimana di pausa, c’è il problema del fuso orario, con superficie e palline diverse. Non è facile quando non si ha molto tempo per prepararsi ad un’altra superficie, un altro stile di gioco, un altro torneo e un ambiente diverso. Tuttavia, se ha deciso di partecipare vuol dire che si sente bene fisicamente e mentalmente. Ero sorpreso perché ha disputato tante partite il mese scorso sul duro e non ha avuto molto tempo per riposarsi e prepararsi alla terra. In effetti partecipa anche al doppio e oggi ha giocato benissimo. Questo conferma ancora una volta la sua grandezza e la sua grande capacità di adattamento passando da una superficie all’altra”.

