L’ex numero 2 del mondo ha riflettuto sull’evoluzione del tennis rispetto ai primi anni della sua carriera, quando il circuito era ancora nelle mani dei Big 3

Alexander Zverev è stato protagonista di un discreto inizio di stagione, in cui ha mostrato di voler cambiare il suo gioco rispetto agli anni passati. Benché non sia ancora riuscito a sollevare un trofeo nel 2026, il campione tedesco ha ottenuto buoni risultati agli Australian Open e nel ‘Sunshine Double‘, steccando soltanto l’ATP 500 di Acapulco. Non è un segreto che Sascha stia cercando di implementare uno stile più aggressivo per poter contrastare Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, che sono i due attuali dominatori del circuito maschile. L’ex numero 2 del mondo è stato sconfitto dall’azzurro a Indian Wells e Miami, mentre il fuoriclasse iberico gli ha sbarrato la strada a Melbourne dopo una battaglia titanica (in cui Alexander si è trovato ad un solo game dalla vittoria).
Durante l’ultimo episodio del podcast ‘Nothing Major‘, Zverev ha messo in luce le principali differenze tra il tennis attuale e la generazione dei Big 3: “La differenza principale – dal mio punto di vista – è che il gioco è cambiato. Ora tutti colpiscono la palla fortissimo e hanno più o meno lo stesso stile di gioco. Non esiste più la varietà di Roger Federer o il top spin esasperato di Rafa Nadal. Carlitos Alcaraz ha caratteristiche un po’ diverse dagli altri, ma il resto dei giocatori sono tutti piuttosto simili. Sinner colpisce fortissimo da fondo campo, così come Fritz, Draper, Rublev e tutti gli altri.”
Sascha ha individuato un’altra differenza importante: “I giocatori che stanziano al di fuori della Top 15 sono decisamente migliorati. In passato, era molto improbabile che un top player perdesse contro il numero 30 del mondo in uno Slam o in un Masters 1000. Il gap si è ridotto negli ultimi anni e i risultati sono diventati meno prevedibili. Rublev può perdere contro Cerundolo al Roland Garros, così come Tommy Paul può sorprendere Casper Ruud. Le uniche certezze sono Sinner, Alcaraz e Djokovic.”

