Le sconfitte subite a Indian Wells e Miami hanno risollevato dei dubbi su Carlitos, che sarà chiamato a difendere tantissimi punti nella stagione sul rosso

Foto di Paul Zimmer

Il 2026 di Carlos Alcaraz è stato impeccabile nei primi due mesi, con il fuoriclasse spagnolo che è diventato il più giovane di sempre a completare il ‘Career Grand Slam‘ trionfando agli Australian Open. Il 22enne di Murcia ha così realizzato uno dei suoi principali obiettivi stagionali, facendo un ulteriore passo nella storia del tennis, prima di imporsi anche sul cemento di Doha a febbraio. Il suo rendimento – tuttavia – è calato durante il ‘Sunshine Double‘, che ha evidenziato una certa stanchezza mentale da parte sua e non sono mancati segnali di frustrazione (in particolare al Miami Open).

Dopo esserci concesso un piccolo break, il numero 1 del mondo si appresta a tornare in azione al Masters 1000 di Monte Carlo la settimana prossima. Carlitos sarà chiamato a difendere il titolo nel Principato, dove l’anno scorso aveva sollevato il trofeo pur non giocando il suo miglior tennis. Il giovane iberico avrà una pressione extra dovuta a Jannik Sinner, che gli si è sensibilmente avvicinato nel ranking ATP e potrebbe scalzarlo dal trono già a Monte Carlo. In una recente intervista a ‘Eurosport Spagna‘, Samuel Lopez – che è diventato l’head coach di Alcaraz dall’inizio di quest’anno – ha tenuto a precisare che l’inizio di stagione del suo pupillo è stato eccezionale, aprendo anche le porte al possibile ritorno di Juan Carlos Ferrero nel team in futuro.

Durante l’ultimo episodio del suo podcast, l’ex numero 1 del mondo Andy Roddick – sempre molto attento alle dinamiche del circuito pro – ha espresso un’opinione interessante sullo status di Carlos: “I risultati hanno un peso enorme sui giudizi dell’opinione pubblica. Se Alcaraz non avesse vinto gli Australian Open ad inizio anno, subito dopo la rottura con Ferrero, il dibattito sarebbe stato completamente diverso. Tutti avrebbero chiesto l’immediato ritorno di Juan Carlos nel team di Carlitos. Avendo vinto a Melbourne, il brusio si è placato, ma le recenti sconfitte a Indian Wells e Miami hanno risollevato dei dubbi. Il coach sta lì per assecondare i tuoi desideri o per aiutarti ad avere la carriera più lunga possibile?” Oltre al titolo di Monte Carlo, il campione spagnolo dovrà difendere il massimo dei punti anche a Roma e soprattutto a Parigi.