Il tennista azzurro è chiamato a difendere tanti punti nella stagione su terra battuta. Musetti ora può riscattarsi.

Foto di Ray Giubilo
Si riparte dalla terra battuta. Pochi giorni e comincerà il Masters 1000 di Montecarlo ed, oltre a Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, uno degli uomini più attesi è il tennista azzurro Lorenzo Musetti, attuale numero 5 delle classifiche mondiali. Musetti è reduce da un momento grigio, dove infortuni e qualche prestazione opaca hanno preoccupato i suoi fan, specialmente dopo un inizio che in fondo potevamo considerare abbastanza convincente. In questo momento probabilmente Lorenzo Musetti è l’opzione più probabile per provare ad evitare l’ennesima finale della coppia ‘Sincalcaraz’, un duo che ormai è consuetudine all’interno del circuito.
Il talento di Lorenzo è innato e il suo rovescio è senza dubbio un elogio per i nostri occhi. Musetti su terra dà il meglio di sè e proprio qui deve provare a fare quello che manca da troppo tempo per lui, ovvero vincere un torneo. L’ultima vittoria di Musetti è datata nel circuito Atp nel 23 Ottobre 2022 quando vinse in finale contro Matteo Berrettini. Parliamo di un Top 5 e oltre 3 anni e mezzo per vincere un torneo sono francamente non accettabili, specialmente visto il talento che ogni giorno ‘Muso’ mette in mostra. E in fondo lo abbiamo visto anche quest’anno.
Lorenzo Musetti deve ripartire dai primi due set dei Quarti di finale degli Australian Open, due parziali dominati contro Novak Djokovic e solo un infortunio ha frenato l’azzurro nel momento clou che poteva portarlo ad uno storico derby italiano in una semifinale Slam contro Sinner. Una semifinale che fino a quel momento era stata favolosa con lampi di grande tennis e il piacevole dubbio che ci portava a pensare a Musetti, possibile vera terza opzione dopo Alcaraz e Sinner. E ora sulla terra battuta questo è possibile, Musetti deve difendere oltre duemila punti e magari provare a vincere un torneo, per fermare un’astinenza fin troppo lunga. E per farlo serve rivedere quel Lorenzo che per circa due ore ci fece sognare.

