La mancina americana sulla strada di Jasmine: un debutto ostico a Miami

Foto di Ray Giubilo

Superato col bye il primo turno del Masters 1000 di Miami, Jasmine Paolini disputerà il primo match del suo torneo contro Taylor Townsend, uscita vincitrice stanotte contro Lulu Sun 7-6 (7-5), 6-3. L’azzurra deve riscattare un inizio di stagione sottotono e sarà fondamentale partire col piede giusto al secondo atto del Sunshine Double, dopo la sconfitta agli ottavi di Indian Wells per mano della rivelazione Talia Gibson. La n. 7 del mondo affronterà un’avversaria ostica e oggi pomeriggio (non prima delle 17:30) sul campo 1 le sorprese potrebbero non mancare.

Taylor Townsend, mancina afroamericana classe 1996, attuale n. 80 del mondo, ha uno stile di gioco molto aggressivo, basato su discese a rete di qualità, scambi brevi e un’ottima sensibilità con lo slice. Il suo marchio di fabbrica è il serve and volley che le garantisce grande solidità nei game di battuta. La predilezione per il gioco di volo e una struttura fisica molto solida (168 cm per 80 chili), non le hanno fatto superare la posizione n. 46 del ranking in singolare, ma l’hanno resa una straordinaria doppista. Ha conquistato 13 titoli in doppio e nel luglio dello scorso anno ha toccato il primo posto della classifica mondiale. Un’ascesa costruita – con la compagna di squadra Katerina Siniakova – grazie ai successi all’Australian Open e alla finale agli US Open nel 2025, e alla vittoria di Wimbledon 2024, a cui si aggiungono le finali al Roland Garros 2023 e a Flushing Meadows 2022.
Ma la carriera di Taylor Townsend è stata anche segnata da difficoltà, penalizzazioni e polemiche. Nata povera nella zona sud di Chicago, ha dimostrato fin da subito un talento cristallino, toccando a 16 anni le vette del ranking mondiale Junior. Nel 2012 si aggiudicò il primo slam di categoria in Australia sia in singolare che in doppio, ma – nonostante fosse la n. 1 under 18 – l’Usta le negò i finanziamenti per la partecipazione allo Us Open. Forma fisica non adeguata: questa la motivazione dell’esclusione. La stessa forma fisica che solo pochi mesi prima l’aveva portata al trionfo a Melbourne e in doppio a Wimbledon. Ma in un’America appesantita dal body-shaming e delle discriminazioni razziali essere nera e non avere la fisicità che i canoni estetici pubblicitari impongono era un lusso che non ci si poteva permettere. La famiglia e gli amici, con enorme sforzo, riuscirono a coprire le spese e Taylor raggiunse i quarti di finale a New York. Taylor non si è mai omologata e ha costruito una carriera contro corrente, come dimostra la scelta d’interrompere l’attività agonistica nel 2021 per diventare madre. Forse è solo una coincidenza, ma i risultati sportivi migliori sono arrivati dopo la maternità.

Nei primi mesi di quest’anno, in doppio, ha raggiunto la semifinale all’Australian Open, ha vinto il Wta 250 di Austin e si è aggiudicata il prestigioso 1000 di Indian Wells. Proprio in California, la coppia Townsend-Siniakova ha staccato il pass per la finale interrompendo in semifinale il cammino delle nostre Paolini-Errani con un 6-2, 6-2 in 59 minuti che non lascia margini di interpretazione. Townsend è un’avversaria temibile ma non sconosciuta per Jasmine che in singolare ha avuto la meglio nel loro unico precedente al Wta 125 di Firenze a maggio 2023, dove si è imposta sulla terra rossa per 6-3, 7-5. Accomunate dai successi in doppio e da una manualità fuori dal comune, Jasmine e Taylor hanno strategie e tattiche molto diverse: piedi velocissimi e recuperi difensivi per l’azzurra, potenza al servizio e aggressività col dritto per l’americana. Si prospetta un match ricco di emozioni dove servirà una Paolini in fiducia e tatticamente preparata.