Sono tanti i momenti che resteranno di questo 2025: di seguito abbiamo provato a raccoglierne alcuni, tra i tanti successi degli azzurri e il saluto a una leggenda come Nicola Pietrangeli

Non è stato un anno banale, il 2025, che ha riaffermato la supremazia di Alcaraz e Sinner tra gli uomini e la costante incertezza in campo femminile (Sabalenka numero 1 indiscussa ma quattro vincitrici diverse negli Slam). Ecco una rassegna di partite e fatti che non dimenticheremo, con gli italiani spesso in prima pagina.
16 FEBBRAIO – Il primo urrà di Joao
Un brasiliano che vince sulla terra battuta di Buenos Aires, battendo sulla sua strada quattro argentini come Etcheverry, Coria, Navone e Francisco Cerundolo. Sembra il giusto segnale per un predestinato come Joao Fonseca, diciottenne di Rio de Janeiro, al primo trionfo Atp, da molti indicato come il possibile guastatore nel dominio instaurato da Alcaraz e Sinner. Quest’anno il ragazzo ha alternato belle partite a inopinate delusioni, ma ha chiuso vincendo indoor a Basilea, ed è salito in dodici mesi dal 145º posto al 24º. Nel 2026 sarà tra i giocatori più attesi.
16 MARZO – Il bis di Mirra
Mira Andreeva, predestinata russa non ancora maggiorenne (compirà 18 anni il 29 aprile) batte Sabalenka in finale a Indian Wells e conquista il suo secondo “1000” di fila, dopo quello di Dubai a febbraio. In Florida ha superato in semifinale Swiatek, e solo Graf e Serena Williams avevano battuto da minorenni nello stesso torneo le prime due giocatrici del mondo. La ragazza allenata da Conchita Martinez non si ripeterà nella stagione a quel livello ma chiuderà l’anno all’ottavo posto del ranking. Scommettiamo che tra dodici mesi la troveremo più in alto nel ranking, forse molto più in alto?
5 MAGGIO – La prima volta tra i Top 10 di Musetti
La classifica di lunedì 5 maggio premia finalmente Lorenzo Musetti, che entra tra i primi dieci della classifica grazie (anche) alla semifinale appena raggiunta a Madrid. Un mese dopo si isserà fino al numero 6 – dopo la semifinale al Roland Garros – per poi chiudere l’anno all’ottavo posto. Il 2026 dovrà essere la stagione della conferma e – speriamo – del ritorno al successo in torneo.
17 MAGGIO – Anche Mattarella applaude Jasmine
Dominando in finale Coco Gauff, Jasmine Paolini conquista al Foro Italico – dove in precedenza non aveva mai superato il secondo turno – il successo più importante della sua stagione, ad applaudirla in tribuna anche il presidente Mattarella. Un grande torneo, quello di Jasmine, che ha tremato solo nei quarti (recuperando contro Shnaider da 6-7 0-4!), e che ha chiuso trionfando anche nel doppio con Sara Errani.
24 MAGGIO – La centesima di Nole
A Ginevra, sulla terra battuta, contro un Hurkacz sprecone, Novak Djokovic vince il centesimo torneo della sua straripante carriera. A novembre, nel “suo” torneo di Atene, arriverà poi a quota 101 superando Musetti. Tra un acciacco e l’altro – ma comunque capace di arrivare in semifinale in tutti e quattro gli Slam – a 38 anni suonati il serbo non può più sperare di superare i 109 titoli – discussi e discutibili – vantati da Jimmy Connors, ma i 103 di Federer non sono troppo lontani.
4 GIUGNO – La favola di Lois
Battendo in due set una timida Mirra Andreeva, in difficoltà per il tifo contro del centrale parigino, Lois Boisson conquista a sorpresa un posto nelle semifinali del Roland Garros. Una splendida favola, quella della ventiduenne di Digione, numero 361 del ranking, impegnata in una faticosa ripresa dopo il grave infortunio al legamento crociato subito nel 2024 e in campo a Parigi grazie a una wild card. Il giorno dopo perderà da Gauff, poi vincitrice del torneo, ma con il suo tennis robusto Boisson si farà ancora notare nella stagione, vincendo ad Amburgo il primo torneo in carriera nel circuito e chiudendo l’anno in 36ª posizione.
8 GIUGNO – Parigi, ad Alcaraz la finale delle finali
Cinque ore e 29 minuti di battaglia aspra e spettacolare. Al Roland Garros, nella prima finale Slam tra i due campioni, Sinner si porta in vantaggio di due set, Alcaraz reagisce e annulla tre match ponti di fila sul 3-5 del quarto, serve per la vittoria sul 5-4 del quinto set prima di subire la rimonta di Jannik, poi dominato nel super tie break conclusivo. Un match che è entrato di corsa tra le sfide leggendarie di questo sport.
30 GIUGNO – Fognini saluta nel Tempio
L’ultima partita di Fabio Fognini, 38 anni, è il primo turno di Wimbledon e contro Alcaraz, campione uscente, il suo braccio d’oro è ancora capace, per cinque set, di riscaldare i cuori sul mitico Centrale londinese. Fabio lascia il tennis dopo 9 tornei vinti, il 9º posto nel ranking raggiunto nel 2019, alcune grandi vittorie (su Nadal agli Us Open e Murray in Davis soprattutto) e qualche inevitabile rammarico. Ma nella rinascita del tennis italiano occupa un posto di rilievo. Quest’anno si sono ritirati altri campioni, come Gasquet, Verdasco, Schwartzman, e poi Halep, Kvitova, Garcia. Venus Williams, invece, a 45 anni si è già iscritta ai primi tornei del 2026.
12 LUGLIO – La figuraccia di Amanda
Una partita che si chiude per 6-0 6-0 è ormai avvenimento rarissimo nel tennis femminile. Nella finale di Wimbledon, poi, era capitata solo una volta, nel 1911. Dopo 114 anni è toccato ad Iga Swiatek umiliare in questo modo Amanda Anisimova, che pure era reduce dalla vittoria sulla numero 1 del mondo, Sabalenka. Per la polacca il ritorno al successo nello Slam a lei meno favorevole, da parte sua l’americana si prenderà la rivincita nei quarti di Flushing Meadows, dove perderà ancora in finale, contro Sabalenka, ma questa volta almeno vincendo nove game.
13 LUGLIO – Wimbledon si veste di azzurro
La rivincita di Sinner su Alcaraz arriva a Londra, sul campo centrale più famoso al mondo. Nel suo percorso Jannik rischia solo negli ottavi contro Dimitrov (che si fa male quando è avanti di due set a zero) poi in finale perde il primo set ma domina gli altri tre, cancellando le speranze di Carlito di chiudere un clamoroso tris di successi. E’ il primo italiano a trionfare a Wimbledon, e la sera gli è toccato anche ballare con Swiatek.
8 AGOSTO – La sorpresa Mboko
A 19 anni ancora non compiuti, la giovane canadese vince il “1000” di Toronto, primo trionfo WTA, battendo quattro campionesse Slam come Kenin, Gauff, Rybakina e Osaka in finale. Una stagione straordinaria, la sua (62 vittorie in 76 partite) cominciata alla grande con cinque successi (e 22 partite vinte di fila) nei tornei ITF e chiusa con il trionfo di Hong Kong. Chiuso il 2024 al 350º posto, si ritrova ora 18ª. E salirà ancora, questo è sicuro.
21 AGOSTO – Errani-Vavassori, trionfo a New York
Quante polemiche per il nuovo format ad inviti del torneo di doppio misto degli Us Open, aperto anche ai campioni del singolare e con un montepremi da capogiro. Sembrava una baracconata, si è rivelato invece un torneo molto divertente, dove ha trionfato l’unica coppia che l’ha preso davvero sul serio, con Sara Errani e Andrea Vavassori che battendo in finale Swiatek e Ruud si sono portati a casa un bell’assegno da 500.000 dollari a testa (vincendo nel 2024 se ne erano divisi 200.000).
12 OTTOBRE – Vacherot vince la finale tra cugini
Nel torneo “1000” di Shanghai Alcaraz si ritira alla vigilia mentre Sinner cede ai crampi nel terzo turno contro Griekspoor. In finale arrivano così due comprimari come il trentenne francese Rinderknech, numero 54 Atp, e il monegasco Vacherot, 26 anni, numero 204, proveniente dalle qualificazioni. Sono figli di due sorelle, cresciuti insieme, e in questa sfida da film a spuntarla è Vacherot, alla nona partita del torneo e al primo trionfo in carriera. Ha chiuso l’anno al 31º posto in classifica. Una storia bellissima, ma aridatece Alcaraz-Sinner…
23 NOVEMBRE – La Davis è ancora nostra
A Bologna prima Berrettini poi Cobolli domano la Spagna, regalando agli azzurri (scesi in campo senza i nostri due Top Ten, Sinner e Musetti) il terzo successo consecutivo in Coppa Davis. Una finale dominata, con tre partite (Austria e Belgio le prime vittime) ottenute sempre per 2-0. Due mesi prima era stata la volta di Paolini e Cocciaretto (vincitrici in finale sugli Usa) brave a bissare nella King Cup la vittoria del 2024. Anche a squadre, siamo i più forti del mondo.
3 DICEMBRE – L’addio più bello al grande Nicola
Nicola Pietrangeli è stato il primo vincitore italiano di uno Slam (a Parigi, due volte, 1959 e ’60) e il capitano del primo trionfo in Davis, nel 1976. Amico di grandi attori e principi regnanti, campione in un’epoca di campionissimi, dopo una vita irripetibile e spettacolare si è spento il primo dicembre, a 92 anni. Due giorni dopo, secondo le sue volontà, il saluto pubblico sul campo a lui intitolato, lo splendido “Pietrangeli” del Foro Italico, quello delle statue. Tanta gente a rendergli onore, le canzoni di Aznavour e Sinatra, e il pianto dirotto di Adriano Panatta.

