In Cina, fino ad ora, il monegasco e il francese sono i cugini segnati dallo stesso destino. Entrambi raggiungono per la prima volta in carriera una semifinale a livello ‘1000’ , oggi affronteranno rispettivamente Djokovic e Medvedev

Storie di famiglia e di record a Shanghai. I cugini – sì, proprio loro – Valentin Vacherot e Arthur Rinderknech stanno portando in alto i colori di un’intera famiglia centrando la loro prima semifinale ‘1000’ in carriera: “Il nostro gruppo Whatsapp di famiglia è esploso!” ha ammesso Arthur raggiante dopo la vittoria contro Jiri Lehecka, una felicità incontenibile che sta conoscendo anche Valentin dopo il successo contro Rune. Le cousins del circuito stanno spopolando e sono diventati i primi tennisti al di fuori della top 50 ad issarsi in semifinale nel torneo cinese e in un Masters 1000 tout court (dopo Parigi-Bercy 2017).
Non c’è che dire, il tennis è un vero e proprio family affair per questi due ragazzi poiché Virginie Paquet, madre di Arthur e zia di Valentin, è stata a sua volta tennista professionista negli anni Ottanta. Sempre da parte della madre, Arthur è inoltre un lontano cugino di Chloé Paquet, attuale 218 WTA. Il padre Pascal, invece, è direttore di un Tennis Club parigino. Ma non finisce qui. Dal 2022, Vacherot viene allenato dal fratello (da parte di madre) Benjamin Balleret, ex top 200 monegasco: “Ci sono circa 20-25 persone nel nostro gruppo WhatsApp”, ha ammesso Benjamin, “la madre di Arthur giocava a tennis e anche nostra madre, mia e di Val, è stata coach. Tutti amano e seguono il tennis, facevano il tifo per me quando giocavo ed ora fanno lo stesso con Arthur e Val”.
Valentin, il 26enne del Principato, sta vivendo una vera e propria favola. Nei Masters 1000 era riuscito a raggiungere solo una volta il secondo round (Montecarlo 2025) e a disputare un solo turno negli Slam. Attuale n. 204 del mondo e proveniente dalle qualificazioni, ora, in Cina, è riuscito a regalarsi lo scalpo di avversari del calibro di Bublik, Griekspoor e, soprattutto, Rune, che gli ha ceduto in preda alla frustrazione e all’ira. Il monegasco è riuscito a superarlo in tre set recuperando lo svantaggio nel primo parziale e mettendo a segno, così, la sua quinta vittoria in rimonta del torneo, se si sommano le qualificazioni e il tabellone principale. Un’impresa storica per “Val”, primo tennista del Principato a raggiungere una semifinale ATP (Lisnard aveva disputato la semifinale a Chennai nel 2003 sotto la bandiera francese, avrebbe giocato per il Principato di Monaco a partire dal 2006) e, per giunta, nella categoria ‘1000’, nonché primo qualificato della storia del torneo a spingersi fino al penultimo round. Grazie al risultato di Shanghai, la prossima settimana Vacherot varcherà per la prima volta in carriera la soglia della top 100 (al n. 92). Però, attenzione. Nel prossimo match, ad attenderlo ci sarà il recordman assoluto, l’inossidabile Novak Djokovic che, a 38 anni e 143 giorni ha disintegrato l’ennesimo primato di Federer diventando il tennista più anziano della storia a disputare i quarti di finale in un Masters 1000. Non solo. Per il quattro volte campione di Shanghai si tratta dell’80esima semifinale della stessa categoria. Pazzesco. “È un momento incredibile per me, un’emozione così grande” ha ammesso Valentin dopo il match con Rune, “soprattutto per il fatto di poterla condividere con mio fratello e mio cugino”.
Une première, appunto, anche per Arthur Rinderknech in quel di Shanghai. Infatti, l’attuale n. 54 del mondo (best ranking al n. 43), allenato da Lucas Pouille, a 30 anni potrà assaporare per la prima volta il gusto di una semifinale ‘1000’; ci arriva dopo aver eliminato Michelsen, Zverev, Lehecka e Auger-Aliassime, grande antagonista di Musetti nella corsa alla qualificazione delle Finals di Torino. Con l’eliminazione del canadese, dallo scorso giugno il transalpino ha messo a segno la sua settima vittoria contro un top 20 (a fronte di tre sconfitte). Nello stesso arco di tempo, solo Carlos Alcaraz ha fatto meglio (nove vittorie con i top 20). Ora il tennista di Saint-Tropez se la vedrà con Daniil Medvedev, il quale pare abbia ritrovato in Cina quella fame e “cattiveria” agonistica che, da più di un anno, sembrava averlo inesorabilmente abbandonato. Il russo ha vinto l’unico precedente, allo US Open 2022.

