Anna K, la più bella di sempre

E' stata la prima del plotone russo, modella prestata al tennis. Di certo splendida, dicono che fosse mediocre. GUARDA FOTO E VIDEO...
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  • 1/22 E' stata la prima del plotone russo, modella prestata al tennis. Di certo splendida, dicono che fosse mediocre. Anna Kournikova nasce a Mosca il 7 giugno 1981, il suo best ranking è stato n.8 del mondo nel 2000. Il miglior risultato è stata la semifinale a Wimbledon nel 1999 foto Getty Images - il Tennis Italiano TUTTI I DIRITTI RISERVATI
    24 dicembre 2009

    In campo

     

    di Daniele Rossi - foto Getty Images

     

    Il prestigioso sito americano “Bleacher Report” ha recentemente incoronato Maria Sharapova come sportiva più bella del decennio. Al secondo posto di questa speciale graduatoria si è piazzata un’altra tennista russa dalla straordinaria avvenenza, Anna Kournikova.

    E’ pensiero comune che la Kournikova sia stata una tennista più che mediocre e che sia diventata celebre solo per la sua bellezza, ma è vero solo in parte. Andando a rivisitare la carriera della russa, emerge infatti come i risultati da lei conseguiti siano stati di tutto rispetto e degni di nota.

     

    Anna Kournikova nasce a Mosca il 7 giugno 1981. Inizia a giocare a tennis a 5 anni, nel 1992 si trasferisce all’accademia di Nick Bollettieri e diventa professionista, appena quattordicenne, nel 1995. L’anno seguente finisce la stagione da numero 57, vince due tornei Itf a Midland e Rockford e soprattutto diventa la più giovane giocatrice della storia a giocare e vincere un incontro di Fed Cup, con la Svezia al primo turno. Ma è il 1997 l’anno dell’esplosione: raggiunge le semifinali di Wimbledon al suo debutto, come solo Chris Evert nel 1972 seppe fare. Sul suo cammino incontrò e sconfisse giocatrici di livello come Anke Huber, Helena Sukova e Iva Majoli, per poi perdere nettamente contro la sua amica-nemica Martina Hingis. Nel 1998 irrompe nelle Top 20 e raggiunge la finale al prestigioso torneo di Miami, battendo in sequenza nientemeno che Monica Seles, Conchita Martinez, Lindsay Davenport e Arantxa Sanchez. In finale si deve inchinare a un’altra enfant prodige della racchetta, Venus Williams. A Berlino, a maggio batte per la prima volta Martina Hingis, a giugno a Eastbourne batte Steffi Graff, riuscendo così nell’impresa di sconfiggere, nel giro di tre mesi, le ultime cinque numero uno del ranking dal 1987. Il 1999 è un anno di gioie in doppio: in coppia con Martina Hingis vince l’Australian Open della specialità e finisce l’anno da numero uno. In singolare è costretta a saltare buona parte della stagione: inizierà da ora una sequela di infortuni, soprattutto alla schiena, che condizioneranno pesantemente il suo rendimento. Nonostante ciò, nel 2000 la Kournikova gioca forse la sua migliore stagione: finisce per il terzo anno consecutivo tra le prime 15 e raggiunge la posizione numero 8 in classifica, suo best ranking di sempre (cioè meglio di qualunque italiana nella storia, en passant). Gioca 8 semifinali, 7 quarti e una finale al torneo di Mosca, su cui però continua ad aleggiare la maledizione Hingis, che la batte ancora nettamente in due set.

     

    Continui infortuni alla schiena e alla caviglia limitano fortemente l’attività di Anna negli anni successivi; agli Australian Open del 2001 raggiunge i quarti di finale, ma deve arrendersi davanti alla potenza della Davenport. Conclude l’anno con appena 20 partite giocate, con un poco invidiabile score di 10 vittorie e 10 sconfitte.

    Ma seguendo il detto “se non puoi batterli alleati con loro”, Anna, in compagnia della sua avversaria più spietata, Martina Hingis, vince a Mosca il suo 10° torneo di doppio e soprattutto, l’anno seguente riesce a fare il bis, aggiudicandosi il secondo Slam della specialità, sempre in Australia. In singolare invece, c’è da segnalare solo una finale al torneo di Shanghai, dove viene battuta dalla modesta Smashnova.

     

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    Il match di Anna Kournikova a Wimbledon 1999 contro Venus Williams

    Non solo tennis

     

    di Daniele Rossi - foto Getty Images

     

    Il 2003 è l’anno dell’addio. A soli 22 anni Anna Kournikova si ritira dal tennis. Troppi problemi fisici, i continui richiami dal mondo della moda e del cinema, ma anche una poca propensione al sacrificio e all’allenamento, contribuiscono ad una prematura scomparsa dalle scene. Se ne va dando forfait, in semifinale al torneo di Sea Island alla sua erede designata, Maria Sharapova.

    Tecnicamente Anna era il prototipo della tennista russa: grande velocità di corsa, aggressività da fondo campo, ottimo diritto e servizio tremolante.

    Una carriera che ha sicuramente mantenuto meno di quello che aveva promesso inizialmente, tanto che la casella alla voce tornei Wta vinti recita un mesto zero.

    C’è da notare però come sia riuscita a mantenere un buon livello di risultati negli gli anni in cui è riuscita a giocare con continuità, riuscendo anche a battere fior di giocatrici; del resto, non si arriva in semifinale a Wimbledon e si diventa numero otto del mondo per caso.

    Ma l’impatto che ha avuto Anna Kournikova sul mondo del tennis è stato incredibile e va ben al di là degli aspetti puramente tecnici; ancora adesso, a quasi 7 anni dal suo ritiro, rimane un’icona indelebile.

     

    Anna è stata un’apripista per molti versi: è stata lei a dare il via alla cosiddetta “ondata russa”, è stata una delle prime donne a importare con successo il metodo Bollettieri del “corri e tira”, ha sdoganato la femminilità e la bellezza nel tennis e ha fatto sì che in tantissimi si avvicinassero e si appassionassero a questo sport.

    Iniziò a fare servizi fotografici e a lavorare da modella appena 16enne, al suo debutto agli Us Open. Ondate di gossip l’hanno travolta fin da subito, attribuendole valanghe di amanti più o meno ufficiali, compreso ovviamente il cantante Julio Iglesias, a cui è ancora legata.

    La sua stella era così splendente che svilupparono addirittura un videogioco per la prima e ormai vecchia PlayStation, “Anna Kournikova’s Smash Court Tennis” (un giochino dal look semplice e “cartoonesco”, senza alcuna pretesa di realismo e serietà, ma molto divertente, soprattutto in compagnia).

     

    Il suo nome è rimasto famoso anche nel Poker Texas Hold’em: l’espressione Anna Kournikova viene usata ironicamente quando un giocatore ha tra le mani un asso e un re (AK), perché è una combinazione di carte che “è bella, ma che non vince quasi mai”.

    Ma Anna non aveva solo un viso da bambola e un corpo da pin-up, era dotata anche di personalità e ironia, che dimostrava spesso in conferenza stampa. Quando per esempio a Wimbledon la criticarono per la ridotta misura della sua divisa, rispose: “Non ho la gonna più corta, ho solo le gambe più lunghe!”; o ancora, quando le chiesero lumi su un ennesimo flirt disse: “Sono bella, famosa e simpatica. Posso avere qualunque uomo al mondo!”.

    La Kournikova è tutt’ora richiestissima dal mondo del tennis: ha appena partecipato a una serata di beneficienza, giocando in doppio, tra gli altri, con Andy Roddick, Serena Williams e Lindsay Davenport. Alla faccia di Davydenko, ha anche un sponsor tecnico, l’americana K-Swiss, di cui è addirittura “ambasciatrice nel mondo”.

    Recentemente ha dichiarato che, se le sue condizioni fisiche glielo consentissero, tornerebbe a giocare da professionista... in quanti secondi verrebbero venduti i biglietti? Altro che Federer-Nadal...

     

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    Anna Kournikova nel backstage di un servizio fotografico sulla spiaggia


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