Il tedesco racconta tutte le emozioni del suo successo in conferenza stampa

Foto di Ray Giubilo

Alexander Zverev ci ha preso gusto. Secondo Slam della carriera e della stagione per il tedesco che trionfa anche agli US Open battendo in finale Ben Shelton in quattro set. Uno Zverev che è apparso maturato sotto tanti punti di vista anche nella conferenza stampa post vittoria:

Sull’importanza di vincere un torneo come questo dopo la delusione di sei anni fa: “Vincere questo torneo per me è una sensazione fantastica, soprattutto considerando la delusione che ho vissuto qui nel 2020. Finalmente riuscire ad alzare questo trofeo è fantastico”.

Sul simpatico siparietto sul 5-2 quando non si era reso conto di aver chiuso: “No, pensavo che fosse 5-1. Sapevo di avergli fatto due break, ma pensavo fosse 5-1 invece di 6-2. In qualche modo questo mi ha aiutato, perché non mi sono agitato particolarmente quando ho servito per chiudere la partita. Avevo sbagliato a contare il punteggio. In quel momento ero davvero molto nella zone. Non sentivo affatto il rumore del pubblico. Ero in una sorta di tunnel, in cui non sentivo niente e non ho sentito neanche l’arbitro dire “game, set, match”.

Sul piano tattico utilizzato per mettere fuori ritmo Shelton: “Mi concentro sull’altezza e sulla profondità dei colpi. Ho la sensazione che quando giochi veloce ma piatto, lui gestisca molto meglio il rovescio rispetto a quando giochi con una traiettoria alta. Poi riesce a generare moltissima potenza, soprattutto dal lato del dritto. Quando gira intorno alla palla per colpire di dritto, la velocità ti aiuta, ma quando giochi a basso ritmo sul suo dritto, non è proprio una buona idea. Credo che giocare più alto e più profondo porti semplicemente a un risultato migliore”.

Risultati di altissimo livello che sono arrivati grazie al duro lavoro: “Penso di essere sicuramente tra i più lavoratori, perché l’ho già detto in passato: non penso di essere il più talentuoso in assoluto. Non credo di avere un talento naturale, un talento donato da Dio, come invece hanno alcuni altri giocatori. Credo che gran parte del mio tennis derivi dal duro lavoro, dalle tantissime ore trascorse sul campo e dalle tantissime ore trascorse in palestra e sulla pista di atletica. È così che gioco a tennis. Ma penso che anche Ben sia molto talentuoso, però è molto dedito al duro lavoro allo stesso modo. Lo vedete continuamente con suo padre, dopo le partite, prima delle partite, mentre lavorano su cose diverse, e ogni singolo anno continua a migliorare qualcosa. Penso per esempio che non abbia mai giocato così bene di rovescio come questa volta. È più solido, ricordo che un paio d’anni fa aveva sempre quel servizio e quel dritto, ma dopo tre o quattro palle arrivava l’errore”.

Sulla possibilità di arrivare al n.1 e di essere il giocatore più forte del mondo al momento: “Non so come rispondere. Bisogna prendere tutto in considerazione. Con Jannik Sinner infortunato e Carlos Alcaraz che sta tornando dopo quattro mesi di stop per infortunio, in questo preciso momento, probabilmente sì. Se entrambi fossero sani e fossero tutti e due al massimo della loro forma, forse no. Ma se parliamo di questo preciso momento, con Jannik infortunato e Carlos che sta tornando dall’infortunio, forse sì. Quattro o cinque mesi fa, quando entrambi erano sani, non lo ero. Perdevo continuamente contro Jannik. Quindi, se tutti sono sani, penso che Jannik sia ancora davanti a tutti”.

Sulla tenuta mentale dimostrata in questa finale: “Penso che le cicatrici della finale del 2020 siano in qualche modo scomparse dopo che ho vinto a Parigi. L’ho detto a Wimbledon. Anche se ho perso la finale, mi sono goduto la partita, mi è piaciuto essere in una finale del Grande Slam, mi è piaciuto giocare sul Centre Court, mi è piaciuto giocare davanti a un pubblico fantastico, davanti ad alcune celebrità e tutto il resto. Mi sono goduto tutto il contesto. Prima di vincere a Parigi, invece, sentivo continuamente molta pressione, perché c’era sempre quella domanda: “Riuscirò mai a vincerne uno?”. Quello che penso adesso è che provo semplicemente più gioia nel giocare questo tipo di finali”.