L’azzurro ha vinto tutti e quattro i precedenti con il serbo e, qualora lunedì facesse la cinquina, eguaglierebbe le 94 partite vinte nei major di Nicola Pietrangeli

Foto di Ray Giubilo

A Church Road lo aspettano tutti. Sì, il campione uscente Jannik Sinner è pronto ad andare ancora oltre il limite e lunedì, alle 14:30 ora italiana, darà il via alle gare sul Centre Court nell’edizione 2026 dello Slam londinese. Jannik scende di nuovo in campo dopo i problemi fisici e la dolorosa sconfitta nel match di secondo turno contro Manuel Cerundolo, al Roland Garros. Dopo gli accertamenti sanitari del caso – che, fortunanatamente, non hanno riscontrato nulla di preoccupante -, una breve vacanza al mare con la fidanzata Laila e nuove sessioni di allenamento, il n. 1 del mondo ora intende offrire una versione ancora migliore di sé nelle sfide per la difesa del titolo. “Mi sento bene” ha precisato Jannik nel consueto incontro con la stampa alla vigilia del torneo, “nelle ultime due settimane di allenamento abbiamo effettuato qualche piccolo cambiamento anche dal punto di vista fisico, io credo nei dettagli e nelle piccole modifiche. Siamo felici di come stiamo lavorando, è un processo lungo e non c’è una formula magica. Ma abbiamo lavorato molto bene, sono state giornate lunghe e mi sento preparato”.

Nella prima prova dovrà misurarsi con il serbo Miomir Kecmanovic, attuale n. 51 del mondo (ex n. 27 ATP) contro il quale ha vinto i quattro precedenti: al terzo turno di Wimbledon, nel 2024; a Cincinnati, nel 2022; al torneo ‘250’ di Melbourne 1, nel 2021 e nella semifinale delle NextGent ATP Finals di Milano nel lontano 2019, l’unico match in cui Jannik gli ha ceduto un set. Se con Miomir dovesse fare la cinquina, l’altoatesino eguaglierebbe Nicola Pietrangeli con 94 vittorie major. In caso di sconfitta, invece, Jannik sarebbe il terzo campione in carica di Wimbledon a perdere al primo turno, dopo Manolo Santana e Lleyton Hewitt. Inoltre, se l’azzurro riuscisse a difendere il titolo all’All England Club, diventerebbe il decimo tennista della storia a riconfermarsi campione l’anno successivo dopo Laver, Newcombe, Borg, McEnroe, Becker, Sampras, Federer, Djokovic e Alcaraz. Jannik giunge sui prati inglesi avendo perso soltanto tre incontri nella stagione: in semifinale dell’Australian Open, al secondo round del Roland Garros e ai quarti a Doha.

Kecmanovic, dal canto suo, ha preso con filosofia un sorteggio non proprio fortunato: “All’inizio ero pronto a tornarmene a casa!” ha scherzato il 26enne di Belgrado, commentando il suo tabellone: “lo so, è un turno difficile, ma sarà un onore giocare sul Campo Centrale e sfidare di nuovo il numero uno”. Miomir, infatti, sul Centre Court ha già incrociato la racchetta con quella del primo in classifica: è accaduto nel 2022, al terzo turno, con il suo idolo d’infanzia Novak Djokovic; poi, come detto, con Sinner, nel 2024.

Dalla loro prima sfida del 2019 alle NextGen ATP Finals, i due hanno costruito carriere nettamente diverse. Eppure, Miomir, da teenager è stato un vero enfant prodige, tanto da diventare n. 1 del mondo junior, vittorioso per due volte di fila all’Orange Bowl (2015-2016) e finalista allo US Open junior nel 2016. Grande promessa del tennis serbo, negli anni successivi Kecmanovic ha conosciuto delle battute d’arresto e diversi alti e bassi. Ora, a 26 anni, la sua bacheca conta due titoli, Kitzbühel (2020) e Delray Beach (2025); ha disputato altre tre finali, sull’erba ad Antalya (2019), un’altra a Delray Beach (2023) e a Estoril (2023). Sino ad ora si è issato due volte agli ottavi di finale all’Australian Open (2022 e 2024) e una volta ai quarti nei Masters 1000, a Indian Wells (2019). Il suo miglior risultato del 2026 è la semifinale ad Acapulco, persa contro Flavio Cobolli e la vittoria al Challenger di Valencia. Il serbo era allenato da Viktor Troicki il quale, alla vigilia del Roland Garros, lo ha “abbandonato” all’improvviso per affiancare Novak Djokovic. Kecmanovic non ha mai vinto contro un n. 1 del mondo e la sua vittoria più prestigiosa è avvenuta quest’anno ad Acapulco con il futuro campione di Parigi, Alexander Zverev.