Dopo le tante polemiche di questi giorni agli US Open, l’All England Club sembra determinato a portare avanti una politica ben più tradizionale

Foto di Ray Giubilo

La prima settimana degli US Open è ormai terminata, e tanti sono stati gli argomenti che hanno animato il dibattito sui social e non solo. Tra questi, uno dei più sentiti è stato il difficile rapporto tra gli influencer e il torneo. Dotati di regolare accredito concesso dal torneo, in più di un’occasione la creazione di contenuti da parte di queste persone ha arrecato un vero e proprio danno ai match che si disputavano in campo. L’episodio occorso durante il match tra Osaka e Zakharova è forse il più emblematico, costringendo addirittura il giudice di sedia a intervenire per poter far riprendere regolarmente il gioco.

Se è inevitabile scontrarsi con queste nuove realtà comunicative, è altrettanto necessario interrogarsi su come volerle approcciare. E se gli US Open ha concesso ben 100 accrediti per creator e influencer, non dello stesso avviso sembra essere il torneo di Wimbledon. Secondo quanto diffuso da ‘Press Association‘, infatti, l’All England Club sembra intenzionato a utilizzare il pugno duro in vista dell’edizione 2027 e non concederà alcun tipo di accredito riservato agli influencer. La volontà del torneo è di preservare la natura che da sempre anima i Championships, ben diversa da quella spettacolare e rumorosa che caratterizza gli US Open.

Si specifica, inoltre, che l’All England Club si occupa annualmente di rivedere le politiche legate alla comunicazione, incluse quelle relative ai Social Media. La scelta di non accordare a influencer e creator accrediti speciali è quindi una precisa volontà del torneo, e per questo sarà interessante capire se – nei prossimi anni – ci sarà una progressiva apertura a questa nuova realtà.