Lo svizzero perde con Burruchaga, ma viene omaggiato dal torneo portoghese, da lui vinto nel 2013

Foto di Ray Giubilo

ESTORIL – Non è l’impronta di Rafael Nadal sul campo Philippe Chatrier al Roland Garros, ma nel suo piccolo, anche Stan Wawrinka, che ha già annunciato il ritiro dal tennis a fine anno, ha avuto un tributo speciale all’Estoril Open per il suo ultimo incontro in carriera sulla terra battuta. Gli organizzatori gli hanno regalato un quadro con l’impronta della sua scarpa sulla terra rossa portoghese, dove aveva giocato nel 2013 vincendo il torneo. “Per me fu una settimana incredibile, fu l’inizio del mio miglior livello”, ha ricordato il campione svizzero che dà lì prese il volo per tre vittorie in tre tornei diversi del Grande Slam, Australian Open nel 2014, Roland Garros nel 2015 e US Open nel 2016, un’impresa che non è riuscita a nessun altro nell’era dominata dai Fab 4.
“Sfortunatamente – commenta fra i cori degli spettatori del Millenium Stadium strapieno, che a fine gara hanno tutti indossato la maschera di “Stan the Man” – stavolta è stata una settimana molto corta”, ma a questo punto, con il ritiro imminente, a 41 anni, Wawrinka ammette che “a nessuno piace perdere, ma alla fine metto le cose in prospettiva”. Per il resto della stagione, e quel che resta della sua carriera, ha chiesto una wild card allo US Open e nel caso gli venga concessa giocherà prima un Challenger a Cancun, per poi chiudere in bellezza a Lyon e soprattutto a Basilea, ultimo capitolo già programmato.

Per il futuro, il tennista di Losanna non ha fatto grandi programmi: quel che è certo è che non vuole, almeno per il momento, fare il coach, perché comporterebbe troppi viaggi. “Voglio spendere un po’ di tempo a casa, con la mia famiglia”, ha detto alla vigilia dell’Estoril Open. Nei giorni scorsi ha già dichiarato di voler riprendere a sciare, una passione giovanile che ha abbandonato più di vent’anni fa per evitare infortuni.

Contro Roman Burruchaga, numero 60 del mondo, che la settimana scorsa a Umago ha battuto Flavio Cobolli prima di raggiungere la semifinale, l’ex numero 3 del mondo ha perso il primo set 6-4, si è rifatto nel secondo con identico punteggio, per poi cedere definitivamente 6-3 al terzo, dopo aver annullato quattro match point. “Sconfitta dura – dice Wawrinka non troppo convinto – Avrei dovuto fare meglio all’inizio del terzo set (quando è andato sotto di due break ndr) ma l’incontro mi è scappato di mano”. Ha fatto la sua apparizione a tratti il più bel rovescio a una mano del circuito, ma non è bastato.

Burruchaga, figlio di Jorge, il calciatore che nel 1986 si laureò campione del mondo a fianco di Diego Maradona, segnando due gol, compreso quello decisivo, nella finale contro la Germania (allora Ovest), sta avendo una buona stagione, nella quale ha raggiunto la finale a Houston perdendo contro Tommy Paul. Agli ottavi incontrerà il numero 1 portoghese Nuno Borges, che si è liberato con un doppio 6-3 del qualificato brasiliano Orlando Luz. Il nostro Luciano Darderi, testa di serie numero 2, giocherà agli ottavi contro lo spagnolo Pedro Martinez, finalista qui nel 2024.