Un episodio al quanto unico nel suo genere si è verificato nel match d’esordio di Naomi Osaka

Foto di Ray Giubilo

Il tennis, ormai è cosa nota, sta vivendo ormai da molti anni un momento di grande popolarità, e da sport di ‘nicchia’ è diventato tra i più seguiti, anche e soprattutto sui social. Se da un lato questo fenomeno ha portato dei benefici a questo sport – soprattutto da un punto di vista mediatico, oltre che economico – dall’altro ha fatto avvicinare figure che, a volte, sembrano non capire fino in fondo questo campo. E non è quindi un caso che possono nascere episodi spiacevoli, come quello che si è verificato nel match tra Naomi Osaka e Anastasia Zakharova.

Tutto è accaduto nel corso del quarto game del secondo set, con Osaka che al servizio si trovava costretta ai vantaggi. Un gruppo di influencer – che si trovava all’interno della ‘suite’ – ha pensato che quello fosse il momento ‘migliore’ per la creazione di un contenuto, disturbando in maniera importante il gioco. Il giudice di sedia si è visto costretto a intervenire, per riportare la calma e consentire alla nipponica di tornare a servire. “Ragazzi, per favore, nella suite dietro di me. Accomodatevi, vi prego”. L’aspetto più controverso dell’intera vicenda riguarda, inoltre, il numero di accrediti che il torneo ha riservato a figure di questo tipo. Sono circa 100 gli influencer che sono autorizzati a girare contenuti nel complesso di Flushing Meadows, circa il doppio rispetto ai 54 dello scorso anno. La creazione di contenuti social è sicuramente un contorno utile al tennis per crescere in termini di popolarità, ma questo non può in alcun modo interferire con il regolare svolgimento del gioco.