Nel numero in uscita il 19 dicembre Sandro Veronesi intervista Fabio Fognini, l’oggetto di culto Sinner viene indagato da un punto di vista “estetico” e tecnico, celebriamo l’impresa italiana in Davis. Spazio anche all’intelligenza artificiale e alle polemiche sul calendario, sconfessate da uno studio statistico

La copertina, realizzata da Antonio Pronostico, e la cover story de Il Tennis Italiano numero 6, in uscita prima di Natale, sono un tributo a Fabio Fognini, l’ex numero uno d’Italia che ha dato l’addio al tennis. Lo scrittore Sandro Veronesi ha intervistato per noi Fabio in una lunga chiacchierata a 360 gradi. Agli ultimi eventi della stagione, dalle Atp Finals di Torino, con la storica partecipazione di quattro azzurri ed il successo di Jannik Sinner, all’impresa italiana nelle Final 8 di Coppa Davis a Bologna, alle Wta Finals di Riad, che hanno incoronato Rybakina, sono riservati gli approfondimenti dei nostri inviati.
Ma questo numero rivolge anche uno sguardo all’Australia e al primo Slam dell’anno. Craig Gabriel ci racconta l’evoluzione in show-biz dell’Australian Open, Massimo D’Adamo ci fa rivivere in tono amarcord l’emozionante match tra Camporese e Becker, Luca Marianantoni confronta gli impegni di calendario attuali con quelli del passato. Le polemiche ricorrenti dei top player saranno giustificate?
Per la parte tecnica, Emilio Sanchez, in un’analisi lucida e dettagliata, affronta lo scottante tema di “cosa manca ai top ten per tener testa a Sinner e Alcaraz”. Gabriele Medri dialoga con il direttore degli Internazionali d’Italia Paolo Lorenzi su allenamento e attrezzatura.
Ray Giubilo si racconta in 40 anni di scatti a inseguire giocatori e palline, fino alla celebre immagine di Paolini in versione Halloween che ha fatto il giro del mondo. Fari puntati sull’emergente Tyra Grant, raccontata da Federica Cocchi e nella consueta story board di Benny e sulle potenzialità e i possibili usi dell’intelligenza artificiale, indagati da Claudio Giua.
Una storia di riscatto arriva dal Cile, da uno dei quartieri più malfamati di Santiago, dove il tennis ha portato speranza a tante nuove generazioni.
Infine le consuete rubriche, da “Game, set & Mel” al collezionismo, all’imperdibile chiusura di Gene Gnocchi. Per un numero di fine anno coi botti: buona lettura!

