Dopo il ko contro Bergs al Masters 1000 di Shanghai, Carlitos si è lamentato delle condizioni di gioco (con particolare riferimento alle palline)

Foto di Ray Giubilo

Anche quest’anno abbiamo avuto la conferma che il Masters 1000 di Shanghai non sorride a Carlos Alcaraz. Non è un caso che l’ex numero 1 del mondo non sia mai andato oltre i quarti in Cina, mentre nel 2025 aveva deciso di dare forfait per ricaricare le pile. Il fuoriclasse spagnolo aveva ambizioni importanti nell’edizione 2026, vista anche l’assenza del suo grande rivale Jannik Sinner (ancora infortunato al ginocchio), ma la sua run è terminata già al terzo round contro un ispiratissimo Zizou Bergs.

Se è vero che il belga ha sfoderato una delle migliori prestazioni di tutta la sua carriera, è altrettanto innegabile come Carlitos fosse lontanissimo dal top della forma. Il sette volte vincitore Slam – che aveva faticato molto anche a Tokyo, pur riuscendo ad artigliare il trofeo – è stato affossato da una miriade di errori gratuiti e si è lamentato a più riprese delle condizioni (con particolare riferimento alle palline utilizzate nel torneo cinese). A causa di questa prematura eliminazione, il 23enne di Murcia non potrà scalare posizioni nel ranking ATP da qui a fine anno e inizierà il 2027 da numero 3 del mondo (nella migliore delle ipotesi).

In queste ore, è stato chiesto a Toni Nadal di esprimere la sua opinione sulle lamentele di Alcaraz e lui non si è tirato indietro. “Mi ricordo che anni fa eravamo a New York per lo US Open e Rafa sosteneva che le palline non prendessero abbastanza rotazione. Il suo gioco non era così efficace e lui se ne lamentava ad ogni allenamento. Io personalmente detesto le scuse. Ha vinto la prima, la seconda, la terza partita, ma il problema persisteva. Alla fine è stato eliminato dal torneo. Io tornai a Maiorca, invece lui andò a giocare a Pechino. Poi ci incontrammo di nuovo a Napoli. Vinse il torneo di Pechino giocando davvero bene. C’era un piccolo dettaglio: le palline usate a Pechino erano le stesse dello US Open. Quando lo vidi, gli domandai che palline avessero usato e lui mi rispose imbarazzato. A quel punto gli dissi: ‘Che strano caso, a Pechino girano bene ma a New York no‘”.