Il tennista americano è stato suo malgrado protagonista di un insolito episodio durante il suo esordio all’ATP 250 di Delray Beach. Ma il regolamento parla chiaro

Foto di Ray Giubilo

Una scena che probabilmente non si è mai vista su un campo di tennis, e che probabilmente resterà tra gli episodi più esilaranti di questo 2026. Impegnato all’esordio nell’ATP 250 di Delray Beach, Frances Tiafoe è stato suo malgrado protagonista di una vicenda tanto surreale quanto interessante sul piano del regolamento. Tuttavia procediamo con ordine e ricostruiamo la vicenda: l’americano era sul punto di iniziare la sua sfida contro Riny Hijikata, quando è stato fermato dal giudice di sedia, che si è avvicinato con un pennarello nero. Dopo un colloquio con Tiafoe, il giudice di sedia ha provveduto a cancellare il logo della Barclays – una famosa banca internazionale britannica – che si trovava sulla canotta indossata dall’americano. Tiafoe è sembrato divertito da una vicenda a dir poco surreale, che tuttavia si fonda su un punto ben preciso del regolamento del circuito ATP, che vale la pena andare a consultare.

Sfogliando il ‘Rulebook‘ del 2026 diffuso dall’ATP, vi è anche una sezione che disciplina l’abbigliamento che deve essere indossato dai giocatori e le caratteristiche che devono essere rispettate. Ci si trova a pagina 390 del regolamento, dove si spiega minuziosamente dove è possibile inserire i loghi a seconda dell’abbigliamento indossato. Nel caso delle canotte (Sleeveless), viene indicato che sono disponibili “2 posizioni del logo dell’ID Commerciale o del produttore. Nessuno dei due deve superare i 6 pollici quadrati/3 cm quadrati”. Ancor più esplicativa delle parole riportate è l’immagine presente, che raffigura come i due loghi debbano essere posti sulla parte superiore della canotta.

Estratto del ‘Rulebook ATP 2026’

Ecco che si spiega quindi non soltanto la decisione del giudice di sedia di cancellare uno dei loghi, ma anche il motivo che ha spinto lo stesso a cancellare proprio la Barclays. Guardando le immagini, infatti, si nota come il logo si trovi totalmente fuori posizione, e che quindi non poteva essere considerato valido. Tra le tante situazioni di campo che si sono verificate negli anni a causa di alcuni nodi del regolamento, questa è probabilmente tra le più bizzarre.