di Stefano Semeraro
- 08 November 2020

Tennis a zone, il caos della normativa e chi può davvero giocare

Norme che cambiano in continuazione, direttive contrastanti. Le uniche certezze sono il nullaosta agli agonisti iscritti ai tornei e la lista degli eventi di interesse nazionale pubblicata sul sito del Coni

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Ma a tennis si può giocare o no? E se sì, anche nelle zone rosse? Anche alla luce dell’ultimo Dpcm la questione è molto ingarbugliata, e sono molti gli appassionati che si chiedono - e ci chiedono - come regolarsi. La Fit, nella lettera inviata ai presidenti della regione Calabria - che è compresa in zona rossa come Piemonte, Lombardia e Val d’Aosta (ma altre potrebbero aggiungersene a breve) ribadisce che «In base a quanto disposto dall’art. 1 comma 9, lettera e) sono consentiti esclusivamente gli eventi sportivi riconosciuti di interesse nazionale con apposito provvedimento del CONI e, sono sempre consentite le sessioni di allenamento degli atleti partecipanti agli eventi di cui sopra, nel rispetto e nelle modalità previste dal Protocollo Covid già emanato dalla FIT».

L’elenco è questo: https://www.coni.it/images/speciale_covid19/competizioni_eventi/FIT_-_SGAT-Tornei-nov_dic_2020.pdf, e onestamente vi compaiono tornei che non è facile considerare davvero ‘di interesse nazionale’, ma procediamo.

Sempre nella stessa lettera si comunica che «Pertanto, all’interno della nostra regione presso i circoli affiliatisi possono regolarmente disputare le manifestazioni di cui sopra, fermo restando che all’interno delle strutture possono accedere solo ed esclusivamente gli atleti AGONISTI iscritti alla manifestazione stessa e che si può accedere ai soli campi da gioco (gli spogliatoi, la club house e gli altri spazi comuni devono essere chiusi e non accessibili)». Ma subito dopo si precisa che: «Sono consentite le sessioni di allenamento (sia all’aperto che al coperto) solo ed unicamente di coloro che sono in possesso della tessera FIT ATLETA AGONISTA in corso di validità». Domanda: chi ha la tessera agonista, ma non è iscritto a nessun torneo, si può dunque allenare, ma non nelle strutture dove si disputano i tornei? Alcuni grandi circoli del nord hanno deciso di consentire gli allenamenti solo a chi è agonista ed effettivamente iscritto ai tornei, ma la questione non è così chiara, e il rischio è che dilaghi il concetto ‘ciascuno a suo modo’.

La faccenda si complica ulteriormente se si passa al sito del Dipartimento dello Sport del Governo, che nell’informativa relativa alle regioni ‘rosse’ scrive: «Sono sospesi tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli Enti di promozione sportiva, mentre sono consentiti gli eventi e le competizioni sportive riconosciute di rilevanza nazionale dal CONI e dal CIP, che si tengano all’aperto o al chiuso, senza pubblico. Sono consentiti gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, partecipanti agli eventi e alle competizioni di rilevanza nazionale previsti dalla norma. In questi casi sono consentiti anche gli spostamenti interregionali». L’elenco è sempre lo stesso - che esclude, chissà perché, gli enti di promozione sportiva - ma qui nel caso di allenamenti si citano solo gli atleti ‘partecipanti agli eventi’. Nel caso di un agonista minorenne - un 4.1 che partecipa ad un torneo open - è poi consentito un accompagnatore? In teoria, visto il Dpcm, la risposta sarebbe no, ma se in piena emergenza il Dipartimento autorizza anche ‘spostamenti interregionali’ - vietatissimi dal governo - ogni dubbio è lecito. Il fatto che la normativa cambi ogni quattro o cinque giorni inoltre non aiuta, e in molti si dichiarano giustamente perplessi davanti al fatto che basti sottoscrivere una tessera da agonista per trovarsi magicamente autorizzati a giocare.

Il tennis è uno sport sicuro, lo abbiamo sempre sostenuto, e quindi dovrebbe/potrebbe esserne autorizzata la pratica quando sono scrupolosamente rispettate le norme per la sicurezza. In questo caso, fra l’NC che si allena con un pari classifica, e due soci che giocano per divertimento, si fatica a trovare la differenza. Promettiamo comunque di continuare l’indagine, per restare aggiornati seguite il sito de Il tennis Italiano.

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