di Lorenzo Ercoli - 02 maggio 2020

In Veneto nessuna riapertura. Confusione con le interpretazioni e circoli lasciati a loro stessi

Dopo la notizia lanciata dal Corriere della Sera - riportata dalla Federazione - che annunciava la ripartenza del tennis anche per gli amatori, è arrivato il chiarimento attraverso le voci di Marco Moretto e Riccardo Marcon

Foto Ray Giubilo 

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In Veneto, alla situazione attuale, potranno giocare a tennis solo prima e seconda categoria. Questo il chiarimento, dopo la notizia lanciata dal Corriere della Sera - e riportata dalla Federazione - che aveva annunciato la ripartenza del tennis per tutti in Veneto, seguendo quanto fatto nelle ore precedenti da Abruzzo e Sicilia. Dopo ore di confusione, il presidente del comitato veneto FIT, Mariano Scotton, ha rilasciato una comunicazione ufficiali a maestri e presidenti di circoli; come ci ha detto Marco Moretto, presidente della Società Tennis Bassano. “Dopo l’articolo lanciato dal Corriere della Sera ci sono state molte discussioni, io come presidente di circolo sono stato contattato da tantissimi soci curiosi di capire se si potesse giocare - spiega Moretto - Personalmente sono in stretto con Mariano Scotton, presidente del comitato veneto FIT che è stato Direttore Sportivo qui da noi al Tennis Bassano. Lui dopo aver parlato con Zaia mi ha confermato che le direttive da seguire sono quelle della Federazione, quindi da lunedì si alleneranno i prima e seconda categoria a porte chiuse. La conferma è arrivata oggi con una comunicazione rivolta a maestri e presidenti dei tennis club veneti. Quindi noi ripartiremo seguendo queste indicazioni e prendendo tutte le precauzioni del caso”.

Come è nato l’errore di interpretazione ce lo ha spiegato Riccardo Marcon, maestro nazionale del Tennis Club Padova. Il disguido è nato dal sito della regione, alla voce FAQ ci sono le risposte a varie domande e ce n’è una specifica sul tennis che apre alla ripresa dell’attività; ma le risposte della regione Veneto vanno considerate nei limiti imposti dall’ultimo DPCM - spiega Riccardo - Di conseguenza al momento in Veneto si potranno allenare solo i prima e seconda categoria come nel resto del paese. Poi c’è un discorso parallelo legato alla volontà del Governatore Zaia che spinge per diverse riaperture, ma al momento non è stata emanata nessuna ordinanza”. Proseguendo il discorso Marcon ha poi aggiunto: Ovviamente qualunque decisione presa dall’alto avrebbe accontentato solo una parte dei club. So che l’80% dei circoli non ha neanche un seconda categoria, lì avrebbero potuto dare un numero di ingressi da gestire, ma questo avrebbe creato ulteriori polemiche secondo me - analizza il maestro del TC Padova - Alla fine è stata fatta una scelta e noi da lunedì potremo testare i nuovi protocolli di sicurezza con una ripartenza graduale”.

In materia di centri sportivi, mancano norme chiare; in molti si sono chiesti dove si alleneranno i seconda categoria senza avere una risposta concreta. Di sicuro la riapertura non conviene ai club che oggi prendono un contributo e vantano giusto un paio di giocatori autorizzati a riprendere; nessun vantaggio economico a fronte di tanti buchi legislativi che potrebbero danneggiare ulteriormente l’attività in caso di errori. Gli stessi giocatori coinvolti, hanno già ora più di un dubbio; specialmente coloro che non potranno allenarsi nel proprio circolo. Non è ancora chiaro, se l’allenamento rientra tra le “comprovate ragioni di spostamento” da poter inserire nell’autocertificazione per muoversi da un comune all’altro; di conseguenza è difficile determinare se un atleta potrà allenarsi in una struttura diversa da quella di riferimento. I circoli dovranno poi teoricamente tenere chiusi bar, spogliatoi e docce; ma allo stesso tempo qualcuno dovrebbe presenziare per garantire il rispetto della normativa relativa alla sicurezza che prevede la dotazione di defibrillatori e la conseguente presenza di qualcuno abilitato all’utilizzo. Esiste anche un problema legato alle assicurazioni e all’eventualità di infortuni giocando in un circolo a porte chiuse, che potrebbe essere considerato da alcuni come chiuso. Dall’alto nessuno ha saputo rispondere a questi interrogativi, ma almeno sull’ultimo punto Moretto ha ricevuto risposte positive dall’assicurazione che coprirà eventuale infortuni.

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